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I promessi sposi in musical (breve)

Dieci minuti con le cover di celebri canzoni per raccontare i Promessi Sposi.

L’idea e’ degli Oblivion, gruppo ”di giovani artisti” che ha ricostruito in musica l’opera manzoniana condensandola in seicento secondi. I testi di brani di Umberto Tozzi, Vasco Rossi, Mina, Claudio Baglioni, i Nomadi, Modugno, Ivan Graziani, Beatles e altri vengono sapientemente adattati alla storia. Bravi.

Il caso Berlusconi-Saccà e i rifiuti a Napoli

Alla fine non è così vero che i magistrati sono tutti comunisti (ieri il nostro premier ha anche aggiunto “se vuoi fare del male puoi scegliere tra fare il delinquente, il pm o il dentista”, vedasi http://www.youtube.com/watch?v=AtdD3dfknxc ): alla fine il caso Berlusconi-Saccà è stato archiviato dai giudici romani. Insomma, quando il Cavaliere, all’epoca capo dell’opposizione, al telefono segnalava all’amico Agostino (Saccà), il nome di Evelina Manna, non aveva commesso alcun reato. Nulla di penalmente rilevante anche quando, sempre al cellulare, sottolineava le qualità professionali di altre "starlette" come Elena Russo, l’ex tronista Vittoria Ferranti o Antonella Troise. "Le conversazioni appaiono irrilevanti", ha scritto la procura nella sua richiesta di archiviazione presentata alla fine di febbraio. E così sia. ma vediamo e sentiamo il contenuto di questo video.

Come si vede, il cavaliere a Napoli ha davvero utilizzato la bacchetta magica che il ‘compagno Silvan’ voleva prestargli. In un colpo solo ha risolto il problema dei rifiuti e ci fa anche uno spot in cui, casualmente, è presente una delle procaci signorine menzionate nelle telefonate sentite dai giudici.

Intanto leggo con curiosità un articolo sulla situazione rifiuti in Campania. A scriverlo, Agostino Gramigna sul Corriere Magazine.

“Quello che non si vede e non si sa a Napoli dei rifiuti”

I rifiuti sono spariti dalle strade. L’inceneritore di Acerra è stato inaugurato in pompa magna. La protesta sociale, tipo quella di Pianura, scomparsa. E mentre a Napoli si svolge il processo contro Bassalino egli ex manager dell’impregno, accusaci di aver inondato di ecoballe la Campania, Berlusconi ha definito eroi proprio gli ex manager.

E Bassolino ha inviato al nemico di sempre un affettuoso: «Bravo Silvio». I napoletani e i campani possono finalmente guardare il futuro con ottimismo? Il problema dei rifiuti è risolto una volta per tutte? Non proprio. La realtà è po’ diversa.
In sintesi: non è scomparsa la protesta, funziona poco il nuovo termovalorizzatore di Acerra, l’hinterland napoletano è ancora pieno di rifiuti, la salute dei cittadini è a rischio mentre la raccolta differenziata segna il passo (19%). Ciò che di sicuro è sparivo è la parola emergenza. Al suo posto una militarizzazione strisciante e i recenti spot governativi, con la bella Elena Russo, che mostrano una Napoli senza rifiuti.
Solo una ventina di giorni fa a Chiaiano c’è stata una manifestazione. «Le proteste ci sono, dice Paolo Rabitti, ex consulente della Procura di Napoli, uno che conosce molto bene la materia (ha scritto un libro: Ecoballe, edizioni Aliberti). «Solo che non interessano più ai media». Anche il ciclo dei rifiuti (produzione e smaltimento) continua più o meno nello stesso modo. La novità è la legislazione speciale voluta da Berlusconi: tutti i siti (discariche, ex Cdr, termovalorizzatori) sono diventati zona militare. L’accesso è praticamente impossibile.
AUTONOMIA LIMITATA
E’ vero che Napoli è pulita, ma in altre zone la realtà è diversa. Basta andare per le strade laterali di Acerra, per l’asse Mediano (tra Nola e Villa Literno) e la zona di Marigliano per vedere con i propri occhi i cumuli di spazzatura. I Cdr (che sarebbero dovuti servire a produrre combustibile da rifiuto, oggi declassati a Stie, Stabilimenti di tritovagliatura e imballaggio rifiuti) hanno ripreso a funzionare. In pratica servono a poco. Solo a Triturare la spazzatura (6.500 tonnellate al giorno) che poi finisce in discarica. Che cosa poi va a finire dentro le discariche nessuno lo sa con precisione (il decreto 90 permette la raccolta anche dei rifiuti speciali o pericolosi).
Tutto questo senza avere la garanzia che non si torni alle montagne di rifiuti per strada. Il motivo è semplice. Il decreto 90 stabilisce l’attivazione di 11 discariche in Campania. Al momento ne sono in funzione tre. E di queste solo una (Savignano Irpino) è sicura perché ricavata nella roccia. Le altre due, Chiaiano e Sant’Arcangelo Trimonte, sono a rischio frane e smottamento (Sant’Arcangelo è stata chiusa temporaneamente ad agosto).
Morale: «Se non si aprono nuove discariche, l’autonomia potrebbe essere di un anno, se non di meno, sentenzia Franco Ortolani, geologo all’Università Federico Il di Napoli.
Con la militarizzazione dei siti, la legislazione speciale, in molti casi, ha esautorato le leggi. Un esempio. Considerata l’esigenza di discariche, la prossima a entrare in Funzione dovrebbe essere quella di Terzigno, che si trova in un’area soggetta a vincoli ambientali in quanto parco (del Vesuvio), zona Sic (Sito di importanza comunitaria) e Zps (Zona protezione speciale). Insomma, le norme italiane e comunitarie «vieterebbero» di fare proprio lì la discarica. Invece si farà.
CHE FINE HA FATTO LA PROTESTA
I cittadini non sanno, o sanno poco, di quello che sta accadendo nei siti. In passato Ortolani ha fatto parte di numerosi commissioni tecniche per sopralluoghi e valutazioni di impatto ambientale. Con la militarizzazione, i suoi interventi si sono ridotti di molto. Il sindaco di Marano, un paese che confina con Chiaiano, ha dovuto nominarlo assessore per permettergli un sopralluogo. È riuscito però a fotografare e a documentare quello che sta succedendo a Chiaiano. Per la messa in sicurezza della discarica, la legge prevede nell’ordine: uno strato di argilla di due metri compattato da rulli; uno strato di bentonite; un telone (che le aziende assicurano solo 15 anni) e ghiaia rotondata (non a spigoli). Questo per evitare che il percolato (i rifiuti tossici prodotti naturalmente dalla pioggia nelle discariche) possa infiltrarsi nel sottosuolo. Il professore ha registrato una situazione poco conforme alle regole: ghiaia a spigoli, un telone già squarciano in più punti e l’argilla molle, non compattata dai rulli.
Le cronache non parlano più della protesta sociale. «In parte perché è diminuita, e vero», riconosce Elena Vellusi, che fa parte dei comitari regionali anti-rifiuti.
«Un po’ perché abbiamo cambiato strategia, visto che con le leggi speciali si rischia la galera. Per questo stiamo producendo nuove forme di resistenza. Come l’autotassazione». Per esempio, fare analisi indipendenti. I comitati non si fidano delle agenzie regionali, proprio mentre alcuni veterinari lanciano l’allarme. Spiega Ortolani: «I cani mangiano nella discarica di Chiaiano. Cosa? Non si sa. Potrebbero infettarsi. O esserlo già. Nessuno finora s’è preso la briga di Fare analisi».
Il problema, spiega Ortolani, è che a 1.400 metri dalia discarica c’è l’area ospedaliera Dei Camaldoli e a 300 alcune abitazioni. In mezzo una boscaglia. I cani potrebbero trasmettere infezioni alla fauna selvatica e arrivare all’area ospedaliera. Una rete per evirare il banchetto dei cani in discarica? Nessuno ci ha pensato. Poco o niente è cambiato pure alla voce "sprechi". Senza "differenziata" e con lo smaltimento dei rifiuti direttamente in discarica, gli ex Cdr si limitano a triturare la spazzatura. «Solo il volontariato dei dipendenti ha permesso il funzionamento», dice Vincenzo Argentano, sindacalista Fiom. Pagare i 570 dipendenti e tenere in piedi queste strutture (ora) inutili costa circa 4 milioni di euro al mese. Dopo anni di scandali, è entrato in funzione Acerra tra le telecamere e i proclami roboanti. «Per bruciare 9 milioni di eco-balle». dice Guido Viale, ex consulente dell’assessore regionale all’Ambiente, «servirebbero 15 anni con un termovalorizzatore che operasse a pieno regime». Per ora Acerra dispone di impianti tecnologicamente già arretrati e funziona solo una linea su tre. Ogni linea ha una capacità di smaltimento di 600 tonnellate. Si chiede Ortolani: «Quello che si brucia oggi è in sicurezza?». Che la legge sia disapplicata e pure il ritornello di Rabirri: «I rifiuti dovrebbero entrare nelle discariche a piccoli lotti. Ci dovrebbero essere impianti per smaltire i biogas». Invece A Montesarchio ha fotografato gli spruzzini. Cosa sono? «Tubi da cui esce una sorta di profumo». Per nascondere l’odore (tossico) del biogas.»

Meno male che Silvan c’è (di M. Gramellini)

“L’ultimo caso di uso criminoso della tv pubblica ha per protagonista il mago Silvan, sì proprio lui, quello che da cinquant’anni lancia messaggi in codice: «Sim-sala-bim». Nel corso di Domenica In, il vecchio illusionista comunista (tutti ricordano quando si fece rinchiudere nella tomba di Lenin e dopo due ore ne uscì Fassino) agita la bacchetta magica sotto gli occhi compiaciuti della conduttrice Lorena Bianchetti. «Poi la presteremo a Berlusconi» sussurra, alludendo (immagino) a una frase del premier, «Non ho la bacchetta magica», riferita ai tempi di ricostruzione dell’Aquila.

A nessuno sfugge il codardo oltraggio. Di sicuro non alla Bianchetti che, non potendo sbianchettare il mago, provvede seduta stante a imbiancare se stessa, trasformando il bel sorriso di poco prima in una maschera di cera. Mentre l’ignaro Silvan continua il giochino di prestigio, la sventurata placa con ampi gesti un funzionario che dietro le telecamere le sta gridando di strozzarlo in diretta. Appena il mago finisce i sim-sala-bim, lei lo affronta a muso duro: «La tua battuta è assolutamente personale». E parte in quarta con un monologo sull’impegno delle istituzioni nella tragedia. Ma la cosa più straordinaria non è il monologo della Bianchetti. È la faccia di Silvan. Si guarda intorno, alla ricerca di qualcuno che gli spieghi se si tratta di uno scherzo o di una puntata-pilota del «Lecchino d’oro». Davanti allo schermo, osservo la sua bacchetta magica con nostalgia. Mago della mia infanzia, ti prego, fammi scomparire in un mondo di schiene dritte”.

Giornalismo

ll ‘Sultano’ riceve a casa sua gli aspiranti direttori Rai.

Fa notare Travaglio: “alcuni non si vedono entrare perché abitano già lì. Gli altri vorrebbero tanto. Come ha scritto il comunista ‘New York Times, i giornalisti italiani si dividono in due categorie: quelli che lavorano per Berlusconi e quelli che lo faranno”.

Il ‘Giornale’ (uno dei tanti media del premier) ormai si occupa solo di Santoro: prima 3 pagine tutte dedicate a lui e ai suoi guadagni (compreso il risarcimento ricevuto a seguito dell’epurazione dalla Rai voluta dal nostro ducetto). Quarta dedicata a Vauro e quinta contenete un’intervista a Fede, sempre su Santoro. La migliore è la sesta: c’è la pubblicità alla Yaris. In settima ancora Santoro.

Intanto Milena Gabanelli è stata deferita al Comitato Etico Rai (e che è?) per l’ultima puntata di Report.

Solidarietà a Vauro

  

 

 

La vera infomazione (ancora dal tg1)

Macchè critiche alla Protezione Civile, macchè Santoro! Questa è informazione!
"Aveva incontrato il presidente del Consiglio Berlusconi, in visita a uno dei campi attorno all’Aquila, e gli aveva rappresentato il suo disappunto perché senza dentiera aveva difficoltà a mangiare. Il premier l’aveva rassicurata che presto ne avrebbe avuta una nuova. Domenica mattina, i tecnici di una ditta romana hanno realizzato gratuitamente, la nuova dentiera e l’hanno applicata all’anziana signora. «Fatemi bella perché adesso devo andare a incontrare il presidente». Poi, a lavoro finito è salita su una Bmw X5 che l’ha portata alla Guardia di Finanza per l’incontro con Berlusconi ".

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