Una puntura «virtuale» contro il mal di testa

Per il mal di testa arriva la puntura virtuale: l’ago è un flusso compresso d’azoto, un gas che in un decimo di secondo diffonde il farmaco attraverso la pelle, senza che il paziente nemmeno se ne accorga.

Simile a un grosso pennarello bianco, il nuovo dispenser si afferra fra le dita e la clip del cappuccio funge da grilletto: fatto scattare col pollice, libera il gas del serbatoio interno avviando l’inoculazione sottocutanea del farmaco che viene espulso dalla parte anteriore fatta appoggiare sulla pelle della coscia o dell’addome. In un attimo l’attraversa dissolvendosi in circolo: confrontato con un farmaco simile iniettato con una normale siringa ha dimostrato una pari diffusibilità, liberando almeno metà dei pazienti dal dolore entro mezz’ora. E seguendo le istruzioni ricevute dal medico durante la visita, impara ad usarlo il 98% dei pazienti.

Il principio attivo del cerotto e della puntura senz’ago è sempre lo stesso, il sumatriptan, ma ora oltre ad aggirare il malassorbimento gastrico che fa fallire farmaci assunti per bocca, il farmaco agisce anche entro 10 minuti. La Food & Drug Administration ha approvato l’impiego del nuovo dispositivo nell’emicrania con e senz’aura e, per la rapidità, nella cefalea a grappolo. Chi soffre di quest’ultima cefalea è disposto a ogni trattamento pur di liberarsi dal dolore, ma fra gli emicranici non erano pochi quelli che rinunciavano al sumatriptan iniettabile, già disponibile con normali punture.

via | corriere.it