Una fiction padana

Come prevedibile, l’estate tv è stata un fuoco di fila leghista.

Una stronzata tira l’altra e tutte quante hanno portato alla strage per fame e per sete nel mare più trafficato della Terra.

Ma nessuno ha visto niente, perché a nessuno conveniva vedere e sentire le richieste di aiuto degli eritrei, clandestini da vivi e figurarsi da morti.

Ed ecco il degno coronamento della campagna di imbarbarimento passata attraverso i dialetti, gli inni, le bandiere, le gabbie salariali e quanto altro ha potuto inventare Bossi nel vuoto pneumatico del partito di Berlusconi. Il quale, comunque, dalla ferocia leghista ha ricavato due vantaggi: da un lato il parziale oscuramento delle sue squallide imprese amatorie ai tempi del viagra.

Dall’altro, ad ogni imperversare di Calderoli, Berlusconi e i suoi possono spacciarsi per «moderati» e perfino difensori della fede contro il paganesimo leghista.
Una fiction padana con tanto di corna e rutti celtici.

via | Fronte del video di Maria Novella Oppo

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