Una tassa bellissima

Per arginare almeno un po’ la crisi finanziando i sussidi di disoccupazione servono almeno 10 miliardi di euro. Dove trovarli? … L’ex ministro per l’attuazione del programma del governo Prodi, Giulio Santagata, ha proposto di introdurre anche in Italia una tassa patrimoniale.

Ma l’idea non è risultata troppo popolare: quasi tutte le forze politiche hanno preferito ignorarla, mentre l’Italia dei Valori (ormai fatta scomparire dai tg e dalle colonne dei giornali) ha timidamente detto che ci sta riflettendo sopra. Niente di sorprendente. Di fronte alla parola “tasse” i nostri politici prendono paura. In passato molte elezioni sono state vinte o pareggiate in nome dell’abolizione dei balzelli.

Ma … la prospettiva di trovarsi nei prossimi mesi a dover governare un Paese in cui i senza lavoro diventano milioni, dovrebbe spingere a qualche riflessione in più.

Tassa patrimoniale non vuol dire infatti prelevare denaro dalle tasche di tutti i cittadini, o colpire i semplici proprietari di un appartamento o di un pezzo di terra.
I numeri, del resto, parlano chiaro: in Italia la ricchezza delle famiglie ammonta, secondo Banca d’Italia, a 8000 miliardi di euro. Il 10 per cento di esse ha però in mano il 50 per cento del tesoro (oltre 4000 miliardi). È lì che bisogna andare a trovare i soldi. Ovviamente non dovranno essere tassati i beni produttivi, non si pagheranno cioè tasse sulla proprietà delle imprese. A essere tassato sarà invece il resto. E, visto che solo l’8 per cento di quei 4000 miliardi è ricollegabile all’attività d’impresa, la base imponibile (cioè il pezzo di tesoro sul quale il fisco può intervenire) toccherebbe i 3500 miliardi.
Non tutti i proprietari comunque dovranno pagare. Santagata propone, anzi, che il prelievo scatti solo a carico di chi possiede immobili, terreni e titoli per più di 5 milioni di euro. Fatti due conti si scopre così che basterebbe un intervento del 3 per mille per far incamerare allo Stato 10 miliardi.
Non sarebbe impopolare una tassa del genere perché riguarderebbe solo un parte minima della popolazione. Che, oltretutto, non verrebbe particolarmente vessata.

Il 3 per mille di 5 milioni equivale a 15 mila euro. Un sacrificio accettabile anche per quei ricchi che nel 2009-2010 si troveranno a fare i conti con la propria coscienza tutte le volte che per strada incontreranno chi è rimasto disoccupato. Una decisone doverosa da parte del governo che per far fronte al peggio vuole aumentare l’età pensionabile (delle donne, ma non solo) e crede che per far ripartire l’economia basti il via libera a una nuova cementificazione selvaggia del Paese.

via | Peter GOMEZ su “Voglio Scendere” – vignetta di Maramotti

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2 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. alvaraalto
    Mar 16, 2009 @ 12:46:28

    mmh Giulio, non conoscevo questa proposta ma a me non convince molto… cioè penso che si ottenga un risultato giusto (una mini redistribuzione del reddito), ma attraverso un mezzo non molto corretto…
    il patrimonio è qualcosa sul quale si è già pagato le tasse al momento “dell’ingresso”, del guadagno (attraverso IRPEF o imposte sui rendimenti, …). In linea di principio un cittadino non deve pagare due tasse (o imposte) sullo stesso bene.

    in compenso le eredità sono guadagni non tassati (e questo è altamente ingiusto a mio parere). Quindi preferirei reintroducessero la tassa di successione.
    inoltre vorrei veder alzate le imposte sui rendimenti oltre questo ridicolo 12,5%.

    e poi cosa vuol dire “non verranno tassati i beni produttivi”? che se io ho 1.000.000 di euro in BOT mi verranno tassati mentre se li ho investiti in azioni Fiat no? mmmh

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  2. Giulio
    Mar 17, 2009 @ 23:07:35

    Per me occorre innanzitutto contrastare meglio l’evasione fiscale (contro la quale questo governo sembra aver allentato la presa) ed evitare gli sprecchi: vedi proposta di unificare il voto amministrativo con quello referendario, eliminare enti inutili quali le province, eccetera. Poi si può parlare del resto.

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