Il ‘liberismo’ di Berlusconi

Si è sempre professato liberale, un uomo che si è fatto da solo; ha sempre visto come fumo negli occhi lo Stato “oppressore” che ostacola l’iniziativa economica. Ma adesso, Silviolo parla di aiuti di Stato alle industrie italiane come «imperativo categorico».

Il suo reale pensiero si erà già intuito con il caso Alitalia: mister B. ha fatto scappare AirFrance e favorito l’acquisto da parte della cordata di ‘capitani coraggiosi’ (si fa per dire) nostrani, promettendogli in cambio di stralciare dall’azienda tutti i debiti: infatti, la ‘bad company’  se l’è accollata lo Stato, cioè tutti noi. E non dimentichiamo il “prestito ponte” da 300 milioni di euro che ha trasformato in finanziamento a fondo perduto, con l’Europa che chiede ancora spiegazioni.

Ora, in piena crisi finanziaria, Berlusconi da un lato dice di stare tranquilli, chè il nostro sistema è solido, dall’altro dice che «non c’è da scandalizzarsi se le nostre imprese verranno aiutate, ove necessario, anche se non so ancora come». Gli aiuti di Stato prima erano un «peccato» , ora diventano un «imperativo categorico»,

Eppure nel 2002, in piena crisi della Fiat, l’allora sempre premier Berlusconi, ebbe un atteggiamento completamente diverso nei confronti dell’industria in crisi.

Di questo mutamento di pensiero se ne sono accorti anche all’estero: nell’articolo “Berlusconi enjoys state aid“, il britannico Financial Times, dedica una lunga analisi al neostatalismo Berlusconi. 

Scrive Guy Dimore, corrispondente da Roma:  «Le banche e i mercati sono nei guai ma la crisi sta beneficiando Silvio Berlusconi il cui trattamento in alcune parti dei media sta raggiungendo livelli nordcoreani mentre il suo governo sembra godere di un’autorità che non si è vista per decenni. Gli italiani stanno celebrando il ruolo dello Stato salvatore. A dispetto della sua immagine di imprenditore liberale, Silvio Berlusconi, è ora dove si sente più a suo agio, alla guida di mercati e settori chiave attraverso lo Stato, con Alitalia come esempio più lampante. La compagnia in perdita è stata affidata ad un gruppo di imprenditori italiani escludendo un compratore straniero, cambiando le leggi anti-monopolio e presentando un conto di miliardi di euro ai contribuenti italiani. Mentre le banche, soprattutto straniere, sono andate fallendo attorno a lui Silvio Berlusconi ha coltivato un’immagine di calma e controllo, anche andando in un centro benessere in Umbria e dispensando consigli sulle azioni da acquistare».

Il solito imbonitore.

1 Commento (+aggiungi il tuo?)

  1. nonallineato
    Ott 20, 2008 @ 07:26:52

    slvio (la minuscola non è casuale) liberale e fatto da sé? Ma quando mai! Uno che opera con licenze statali ed è cresciuto grazie a craxi, oggi monopolista è liberale?
    E’ per lui ontologcamente impossibile.
    E’ solo un cinico opportunista senza scrupoli che non ha idee ma fiuta solo dove tira il vento dei sondaggi.
    luigi

    Rispondi

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