Presentato il referendum contro il lodo Alfano

L’11 ottobre comincerà ufficialmente la raccolta delle firme contro il Lodo Alf(n)ano. L’annuncio è del leader dell’Idv, Antonio Di Pietro in una conferenza stampa organizzata insieme ad Arturo Parisi del Pd, al segretario del Prc Paolo Ferrero, a Carlo Leoni della Sinistra Democratica e a Manuela Palermi del Pdci. Sinistra e Idv unite contro il lodo Alfano, ma che restano divise nelle piazze.

Sabato prossimo, infatti, mentre Di Pietro sarà a piazza Navona, il Prc, con Pdci, Verdi, Sd e altre realtà della sinistra di opposizione dara vita a una manifestazione nazionale nella capitale da Piazza Esedra a piazza della Bocca della verità.

Spiega Ferrero: «Ci sarà una manifestazione di sinistra» che sarà non solo contro il governo, ma anche contro Confindustria, per la difesa dei salari e «per la nazionalizzazione delle banche». E poi ci sarà quella promossa dall’Idv per la raccolta delle firme a Piazza Navona. «In tutte e due la manifestazioni però ci si impegnerà per la raccolta delle firme contro una legge» che, a detta di tutti i promotori del referendum, «è incostituzionale, castale e solo in difesa del privilegio di quattro persone». Il segretario del Prc aderisca all’iniziativa promossa da Di Pietro anche perché «non importa il fatto che la Consulta si debba pronunciare su questa norma perché la Corte costituzionale agisce su un piano giuridico, noi, invece, con la raccolta delle firme per il referendum agiamo su un piano politico».

Parisi annuncia che le firme contro questa legge vergogna verranno raccolte anche durante la manifestazione del 25 ottobre promossa dal Pd contro il governo Berlusconi.

Oltre al referendum, comunque, il lodo Alf(n)ano potrebbe incontrare anche l’incostituzionalità, sollevata dal pm di Milano Fabio De Pasquale nel corso del processo Berlusconi-Mills. Il tribunale ha accolto il pronunciamento ed ha presentato la richiesta alla Corte Costituzionale che ora dovrà esprimersi. In nessun paese europeo infatti i rappresentati del governo godono dell’immunità. Anche se Silviolo e soci sostengono l’opposto. In alcuni paesi come Grecia, Portogallo e Francia l’immunità è garantita ai capi di stato, in altri ai reali ma in nessun caso alle cariche governative.

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