Bye bye, Alitalia?

Il Silviolo è furioso: non è così che doveva concludersi ieri la partita Alitalia, non erano questi i patti. Sperava che l’intesa con la cordata di imprenditori fosse tale da superare anche l’eventuale ostilità di un pezzo del sindacato (la Cgil).

Persino i dirigenti del PD erano convinti che il negoziato si sarebbe chiuso in modo positivo, e già si preparavano ai commenti: la soluzione scelta dall’esecutivo è pessima, ma non saremo noi i disfattisti. Governo e opposizione erano dunque impreparati all’evento.

Con il comunicato di Cai, il Cavaliere ha subito un duro colpo. Perché se le cose finissero così, non dovrebbe solo fronteggiare l’ipotesi di fallimento di Alitalia ma anche il blocco dei trasporti aerei, il rischio di collasso del sistema. Per Veltroni se l’Alitalia si trova in queste condizioni drammatiche «è per effetto della conduzione totalmente dilettantesca da parte di questo governo». Il leader del PD fa notare che se fosse andato in porto l’accordo con l’Air France (fatto fallire dalle dichiarazioni berlusconiane in campagna elettorale) l’Alitalia «sarebbe stata una emergenza nazionale risolta».

Per il deputato Tabacci anche i sindacati hanno le loro responsabilità ma «Berlusconi ha, però, innescato un processo con l’ennesima furbizia, dicendo di voler salvare Alitalia voleva in realtà regalare gli assett produttivi di Alitalia a degli imprenditori. Nei giorni scorsi è arrivato a dire che se non si chiudeva con la Cai non ci sarebbero state le stesse condizioni. Cosa significa, che gli ammortizzatori sociali ci sarebbero stati solo con quella cordata? Se queste sono le minacce Fantozzi ha ben da cercare gli interlocutori stranieri».

Prodi e Padoa Schioppa avevano trovato una soluzione: erano riusciti a convincere AirFrance a rilevare tutto: niente fallimento, niente ricorso alla legge Marzano sulle aziende decotte, nascita di un polo europeo che avrebbe compreso AirFrance, KLM e Alitalia, che si sarebbe potuto misurare con più forza sui mercati internazionali. Secondo il piano presentato da Spinetta, ce la saremmo cavata con 2150 esuberi e l’AirFrance avrebbe pagato un miliardo e settecento milioni per comprarsi le azioni dell’Alitalia e avrebbe investito 750 milioni. Mentre, col piano messo su da questo governicchio i soldi dovremmo tirarli fuori noi. In più sarebbe stata salvata e ristrutturata Malpensa e sarebbe stato potenziato l’aeroporto di Fiumicino.

Che dire di questo geniale piano attuale?  L’Alitalia viene divisa in due società:

la Bad Company, rimane allo Stato, cioè sul groppone dei cittadini, con tutti i debiti.

La Good Company, quella ‘ripulita’, va ai sedici privati, scelti con trattativa privata da Berlusconi e soci (che hanno ottime armi per chiedere piccoli favori agli imprenditori in vista di restituirli in grande stile) con vari conflitti di interessi. Il tutto rientra nella tipica usanza nostrana di privatizzare gli utili e statalizzare le perdite.

Quindi: noi ci teniamo i debiti e quel poco che vale di Alitalia lo regaliamo ai privati, i quali fanno anche la figura dei salvatori della Patria. Altro che ‘salvataggio’.

 I conti pubblici verranno ulteriormente sfasciati e ci ritroveremo a pagare progressivamente una “tassa Alitalia” anche se ce la nasconderanno sotto qualche voce strana. Oltre a non incassare, spenderemo, probabilmente, intorno al miliardo di euro (un terzo dei tagli alla scuola decisi da questo governo) e in più avremo 6-7000 ‘esuberi’: persone che verranno messe in cassa integrazione a zero ore, avranno vari scivoli, ovviamente pagati con la cassa integrazione (sempre con soldi nostri), e alla fine qualcuno verrà licenziato.

Tutto questo per salvare l'”italianità” di una compagnia (a me di viaggiare con una compagnia italiana non può fregar di meno, dato che considero più essenziale sicurezza e prezzo, non so voi). Che governo lungimirante e patriottico!

Tra l’altro, da quanto risulta dal piano industriale, la nuova Alitalia sarebbe per l’85% concentrata sul mercato interno, per cui tutti gli italiani che vorranno andare all’estero, o gli stranieri che vorranno venire in Italia, dovranno molto probabilmente affidarsi a compagnie straniere.

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