Silvio e l’Alitalia

In campagna elettorale sembrava che l’Alitalia volesse comprarla lui, con una cordata di imprenditori italiani capeggiati dai suoi figli Marina e Piersilvio. Travaglio già ipotizzava un nuovo nome per la compagnia: Pier One. E io immaginavo la Carfagna e la Prestigiacomo nel ruolo di hostess (meglio che ministre…).

“Vendere Alitalia ad Air France porta ad eccessivi esuberi, calo in competività, perdita di Malpensa. E poi Alitalia deve restare italiana”, diceva il nostro Sultano.

Invece, dopo un prestito da 300 milioni di euro, la nostra compagnia di bandiera sembra una vecchia zitella che nessuno si fila, gli esuberi aumentano quotidianamente ed una bella multa dalla comunità europea per finanziamento illecito non ce la toglie nessuno.

Quando Air France per salvare Alitalia parlò di 2100 esuberi, il cavaliere mascarato e i sindacati insorsero.

Poi si è presentata la cordata di Banca Intesa, che di esuberi ne prevedeva 4000, e anche in questo caso non se n’è fatto nulla.

Adesso, grazie alle brillanti iniziative del nuovo governo, si è parlato di un nuovo piano che di esuberi ne prevede ‘appena’ 5000. Ieri Silvio IV° ha parlato di qualcosa in meno di 7000 esuberi.

Credo che a Padoa Schioppa dovrebbero fare un monumento e che per salvare l’Alitalia a questo punto potrebbe non bastare un miracolo. E, comunque, quello che è stato fatto in campagna elettorale sulla pelle dei lavoratori di Alitalia è inqualificabile.

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