La sicurezza del nucleare

E’ noto che il nuovo Governo e parte della opposizione (ombra) sono favorevoli, contro il volere della popolazione (sancito da apposito referendum) ad un ritorno al nucleare.

Ci stanno propinando in tutte le salse la favoletta che non ci sono alternative, che gli impianti sono sicuri.

Ebbene, due settimane dopo le polemiche scoppiate in seguito a una fuga di liquido contenente uranio, la centrale nucleare di Tricastin, circa 200 chilometri dall’Italia, crea nuovamente allarme e polemiche: ben cento dipendenti sono stati «leggermente contaminati» dalla fuoriuscita di radio-elementi da una tubatura durante un´operazione di manutenzione. Novantasette dipendenti dell’Electricité de France e di imprese appaltatrici che lavoravano nell’edificio sono stati trasferiti in infermeria per essere sottoposti a esami medici per verificare il rischio di contaminazioni. Anche altri 32 impiegati del sito, che avevano attraversato l’edificio poco prima o poco dopo la fuga delle sostanze, sono stati controllati.

L’incidente è il secondo che si è verificato a Tricastin nelle ultime due settimane. Nella notte tra il 7 e l’8 luglio, durante alcune operazioni di pulitura, trenta metri cubi di una soluzione contenente 12 grammi d’uranio per litro si sono riversati in due fiumi dallo stabilimento Socrati-Areva Nc. Dopo un’inchiesta interna, il colosso energetico Areva ha dovuto ammettere una «mancanza di coordinazione evidente tra le squadre incaricate dei lavori e quelle responsabili delle verifiche».
Pochi giorni dopo, il 17 luglio, un secondo incidente in un’altra centrale, ma a Roman sur Isere (Drome), sempre di proprietà di Areva: a causa della rottura di una canalizzazione nell’impianto di combustibili si è verificata una fuga di liquido radioattivo, che pare, naturalmente secondo i tecnici del colosso francese, non abbia avuto «alcun impatto sull’ambiente». Venerdì scorso, poi, ben quindici operai dell’impianto nucleare di Saint Alban, dell’Edf, nella regione dell’Isere (sud della Francia), sono stati contaminati dalla fuoriuscita di liquido radioattivo.

E mentre Scajola minimizza («Incidenti francesi enfatizzati»), per Ermete Realacci (Pd) «uno dei problemi che il nucleare porta con se è la mancanza di trasparenza. È sconcertante che solo oggi venga resa nota la notizia che 100 operai siano rimasti contaminati dopo l’incidente della centrale di Tricastin. Non è neanche chiaro se ci sia stato o meno un nuovo incidente. Chiediamo al Ministro dell’Ambiente e al Governo italiano di chiedere urgentemente all’Aiea di riferire senza omissioni quanto accaduto in Francia». Per Bonelli (Verdi) «Il nucleare radioattivo è insicuro e costoso e non è una soluzione nè alla questione climatica che a quella energetica. Il Governo Berlusconi abbandoni la follia del ritorno a nucleare; se così non fosse si compierebbe una vera e propria truffa nei confronti dei cittadini sulle cui spalle ricadrebbero gli enormi costi economici, sociali ed ambientali. Siamo pronti a mobilitarci per contrastare questo imbroglio ai danni degli italiani». Per l’ex ministro dell’Ambiente, Pecoraro Scanio: «Si tratta di un vero e proprio allarme nucleare: quattro incidenti a centrali atomiche nel Paese più attrezzato dal punto di vista tecnico dimostrano quanto sia rischioso il ritorno all’atomo. Se il governo non rinuncerà a questa vera e propria follia di tornare al nucleare lavoreremo per promuovere un nuovo referendum».

LE ALTERNATIVE CI SONO. Attualmente, l’energia solare raddoppia nel giro di un anno e quella eolica aumenta del 42%, ma nel ricorso alle energie rinnovabili l’Italia rimane indietro. A causa anche dell’incremento dei consumi il traguardo del 20 per cento di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili entro il 2020 fissato dall’Unione Europea anziché avvicinarsi si allontana.

In testa alla speciale classifica, con il 61,9% dell’energia prodotta da rinnovabili, c’è l’Austria, che ha saputo combinare alla tradizionale idroelettrica alpina politiche di incentivo al solare e all’eolico.

Stessa scelta fatta dalla Svezia, ora a quota 51,3% (con le biomasse al posto del fotovoltaico), mentre la Germania, storicamente quasi priva di idroelettrico, scommettendo sul futuro sta puntando su sole e vento, raggiungendoci a quota 15,7%.

E noi saremmo il paese del sole …

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2 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Ambra Colacicco
    Lug 24, 2008 @ 14:01:58

    Concordo. Inoltre anche l’energia Eolica non è da sottovalutare: quella di bassa quota è costituita dalle solite pale che noi tutti conosciamo e al momento sono in corso progetti su quella di alta quota: i progetti della kite wind generator sono quelli più promettenti, e guarda caso poco finanziati…

    Trovate maggiori informazioni sul loro sito http://www.kitegen.com

    Sostanzialmente sono pali alti 700/800 metri che producono pari energia di una centrale nucleare: i tempi di costruzione sono 5 anni, contro i 20 di una centrale, costi di costruzione oltre che dimezzati, i costi di manutenzione sono irrisori rispetto a quelli di una centrale, non avremmo il problema di scorie, incidenti ecc.

    Questo è un progetto tutto italiano, i media anziché parlarne tacciono.
    Ma ormai.. chi si sorprende più?

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  2. Giulio
    Lug 24, 2008 @ 14:10:11

    Eppure Ambra, si può cominciare dalle piccole cose.
    Ad esempio, due settimane fa ho visto il concerto di Ligabue: a impatto zero, dato che l’ enorme palco (arredato con pezzi simbolici da civiltà industriale) ospitava pale eoliche e pannelli solari. Nei piccoli condomini i pannelli solari basterebbero e avanzerebbero…

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