Il lodo Alf(n)ano: e Silvio passa da ‘impunito’ a ‘impunibile’

Dopo il voto definitivo del Senato, il presidente Napolitano (quoque tu, Giorgio!) ha promulgato il Lodo Alfano, la legge che istituisce l’immunità giudiziaria per le quattro più alte cariche dello Stato.

Di Pietro: “Io la penso come quei cento costituzionalisti che hanno detto che questa legge è incostituzionale. È immorale che quattro persone possano commettere ogni tipo di crimine e non possano essere processate. Penso che chi è al governo dovrebbe essere processato prima di essere eletto, non dopo“.

Mancino, vicepresidente del Csm, ricorda di aver sempre sostenuto che un intervento per garantire l’immunità alle alte cariche dello stato per un periodo temporaneo richiedesse una legge costituzionale.

Berlusconi: “Grazie al Lodo non mi sento più perseguitato. Ora il sabato potrò lavorare tranquillamente e non stare con i miei avvocati”. Poi, ringraziando i senatori: “Così facendo avete licenziato Ghedini e i suoi collaboratori. Non vorrei parlare dei magistrati ma mi avete liberato… Da quando sono sceso in politica ho dovuto far fronte a 2.502 udienze“.

Chissa come mai ce l’hanno tutti con lui, il nostro Calimero. Tutti invidiosi e comunisti.

Il capogruppo del Pdl alla Camera, Cicchitto: «Il fatto che Di Pietro dia una valutazione negativa del lodo Alfano è già di per sé una dimostrazione della bontà della legge. Poi attacca anche il presidente della Repubblica e questo è significativo. In terzo luogo, vedremo cosa ci aspetta in futuro: se Veltroni riuscirà a togliersi il guinzaglio che finora gli ha messo Di Pietro».

Daniele Capezzone (del quale non sempre condividevo le idee, ma che stimavo, fino a quando non ho scoperto che ora fa il portavoce alla corte del nostro “re Sole”): “È davvero sconcertante la sintonia de L’Unità, di Di Pietro e di frange del Pd nell’esprimere attacchi immotivati e gravi contro il presidente della Repubblica. C’è da pensare che il presidente Napolitano, agli occhi di qualcuno, sia colpevole di esercitare al meglio le sue funzioni di garanzia, e di usare la sua moral suasion per rendere degni di un paese normale i rapporti tra politica e magistratura. E invece questi sono altrettanti meriti del capo dello Stato“.

Nessun ostacolo di natura costituzionale impedisce la promulgazione del Lodo Alfano“, spiega il comunicato del Quirinale che annunciava la decisione del presidente Napolitano. 

Ecco cosa scrive l’ottima Maria Novella Oppo nel suo editoriale:

Dunque d’ora in avanti Berlusconi è fuori legge per legge. Come se non bastasse quello che ha combinato prima. Per limitarci al solo campo televisivo, ha violato i limiti imposti dalla normativa italiana, le sentenze della corte costituzionale prima e quella della corte europea dopo. Ha trasmesso su tutto il territorio nazionale quando la legge lo proibiva, solo perché era amico di Craxi. E dopo aver acquisito immense ricchezze, ha impedito a qualsiasi altro imprenditore di farsi avanti, fino al punto che ancora oggi occupa illegalmente le frequenze di Italia7. E nessuno glielo può impedire, né i giudici comunisti, né il Parlamento o qualsiasi altra istituzione. E abbiamo volutamente tralasciato lo stalliere mafioso, le società segrete, le frodi fiscali (operate dai suoi dipendenti a sua insaputa), i giudici comprati dal suo avvocato e tutte le altre imprese illegali dei suoi più stretti collaboratori. E questo quando era ancora vittima della feroce persecuzione giudiziaria, che lo ha visto prima impunito e ora addirittura impunibile.

Disagio. Il direttore del quotidiano L’Unità, Antonio Padellaro, usa questa parola per descrivere l’imbarazzo nei confronti del presidente Giorgio Napolitano in merito alla firma apposta al lodo Alfano.

«Da oggi dunque ci sono quattro cittadini più uguali degli altri e tutto per consentire a uno solo, e sappiamo a chi, di non essere più sottoposto ai dettami della giustizia, come un sovrano senza limiti. Caro presidente, siamo convinti che lei troverà il modo e le parole per rispondere anche a questo largo malessere. In nome dell’unità nazionale che lei rappresenta e che qualcuno cerca di calpestare per esclusivi interessi personali, gliene saremo grati».

1 Commento (+aggiungi il tuo?)

  1. aurelio
    Ott 08, 2009 @ 05:56:33

    finalmente posso aprire la bottiglia di spumante che avevo acquisratato parecchi anni fa.ci son voluti anni per capire che davanti la giustizia si e uguali e si dovra essere smpre uguali.siamo
    nati tutti allo stesso modo. ab

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