Berlusconi e il ‘male minore’

La Stampa e il Corriere della Sera concordano: “Il male minore”. Piuttosto che sospendere per anni 100 mila processi, meglio il lodo Alfano che sospende solo quelli di Berlusconi: almeno si potranno celebrare tutti gli altri.

Peccato che il lodo sia incostituzionale.

Per l’art.3 della Costituzione “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.

Scrive Travaglio:

La teoria del male minore è quella che negli anni 20 ha spalancato le porte al fascismo.

Berlusconi ci campa da più di vent’anni. Fa un gran casino per farlo digerire, dice che è l’ultima volta. Invece è sempre la penultima. Lo erano i decreti salva-Fininvest di Craxi nel 1984-‘85. Lo era la legge Mammi nel ‘90. Lo erano le leggi ad personas per mandare in prescrizione i suoi processi e salvare il suo monopolio abusivo sulle tv. Lo erano le leggi ad personam firmate da lui stesso nel 2001-2006. Qualche ottimista pensava: “Ora che ha risolto i suoi guai con la giustizia, si occuperà dei problemi del Paese”. Peccato che lui nel frattempo avesse seguitato a delinquere, procurandosi nuovi processi, oltre a dover salvare Previti per evitare che ritrovasse la memoria: l’Unione gli regalò pure l’indulto Mastella di 3 anni, liberando 40 mila delinquenti per salvarne uno. Così poi il governo crollò grazie a Mastella e l’Unione perse le elezioni, mentre chi l’aveva imposto così ampio riuscì a stravincerle all’insegna della “sicurezza” e della “tolleranza zero”.
Si sequestra la Giustizia bloccando 100 mila processi, vietando di intercettare i delinquenti, tagliando i fondi alla Giustizia e alle forze dell’ordine e gli stipendi ai magistrati. Poi arriva Alfano col suo ricatto: se passa subito il Lodo Mangano, si modifica il blocca-processi.

E così sia. Poco importa se, fino a poco prima, aveva sostenuto che il blocca-processi era necessario, sarebbe servito a tutti, non certo solo a lui.

Berlusconi aveva scritto a Schifani che il blocca-processi era tanto urgente per le sorti della Nazione del Paese, da non ammettere discussioni. Il fatto che “fosse applicabile a uno fra i molti fantasiosi processi che magistrati di estrema sinistra hanno intentato contro di me per fini di lotta politica” era una semplice casualità.

Ora che il blocca-processi sparisce, appare evidente che Silviolo ha mentito per ottenere quel che voleva.

Il male minore, diceva Sylos Labini, non esiste: è sempre il preannuncio di un male peggiore”.

A quando il prossimo male minore?

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