Sidney Pollack

Il cinema ha perso uno dei suoi rappresentanti più innovativi, Sydney Pollack. Ci ha lasciato tre giorni fa, a 73 anni: da qualche mese era malato di tumore.

E’ stato regista, attore e produttore. Ha firmato capolavori come Questa ragazza è di tutti (1966), Non si uccidono così anche i cavalli? (1969), che ottenne ben nove candidature agli Oscar, Corvo rosso non avrai il mio scalpo (1972), ma soprattutto Come eravamo (due Oscar per le musiche) e I tre giorni del Condor (1975), opera che narra gli intrighi della Cia nel dopo Watergate.

Negli anni ’80, in piena era reaganiana, Pollack ha gradatamente preso le distanze dal suo stile di denuncia e di analisi sociale per convertirsi in abile artigiano del cinema popolare, confezionando veri e propri successi non privi di pregio artistico e approfondimento politico, come Diritto di cronaca (1981) con Paul Newman e Tootsie (1982) con Dustin Hoffman, che ottiene dieci nomination ma conquista un solo Oscar con Jessica Lange.
Dopo qualche riconoscimento minore, Pollack ha coronato la propria carriera nell’86, conquistando sette statuette per La mia Africa (1985), tra cui quelle per miglior film e miglior regia. Il suo palmares comprende tra l’altro un Golden Globe, un paio di David di Donatello, un Nastro d’Argento a Venezia, una menzione speciale a Berlino.
Alti e bassi per lui negli anni Novanta: adattando il best seller di John Grisham costruisce su misura per Tom Cruise Il socio (1993), forse il suo ultimo grande successo. Poi dirige Harrison Ford nel remake di Sabrina (1995) e in Destini incrociati (1999). Pollack torna dietro la macchina da presa nel 2005 per L’Interprete (2005) con Nicole Kidman e Sean Penn, primo film girato all’interno dell’Onu.
E’ stato anche un attore misurato e produttore lungimirante, capace di valorizzare il talento degli interpreti. Collaborò tra l’altro con Alfred Hitchcock ad alcuni episodi per il piccolo schermo della serie Alfred Hitchcock presenta. Negli anni ’80 e ’90 è stato produttore di successi come “Presunto innocente” e “Il Talento di Mr. Ripley“. Verso la fine della sua carriera, con il regista Anthony Minghella, ha creato la casa di produzione Mirage Enterprises, da cui è uscito ‘Cold Mountain’ e l’anno scorso il documentario ‘Sketches of Frank Gehry’, l’ultimo film diretto da Pollack.
Noto anche come attore in molti film di Woody Allen, di cui era grande amico, è apparso recentemente nella serie dei “Sopranos“, dove ha interpretato un fisico in prigione per aver ucciso la sua famiglia, ma è apparso anche in altre serie come “Will e Grace“. Come attore per il grande schermo, ha recitato anche in “Eyes Wide Shut” di Stanley Kubrick e nel recente Michael Clayton, che ha anche prodotto. La sua ultima apparizione è nella commedia, Un amore di testimone.

L’anno scorso è stato ospite del programma di Fabio Fazio, Che tempo che fa.

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