diritto alla privacy ed evasione fiscale

Non so cosa ne pensate voi della diffusione dei redditi sul web.

In un primo momento non l’ho trovata una grande idea: ho pensato soprattutto al rischio che le informazioni possano essere usate da male intenzionati per richieste di ricatti e sequestri di persona o all’invidia sociale che inevitabilmente scaturisce dal confronto del proprio reddito con quello di amici e conoscenti.

Ma poi ci ho riflettuto un pò su: indubbiamente, delle controindicazioni ci sono, ma siamo sicuri che sono più scandalose delle bugie di liberi professionisti da mille euro al mese, di commercianti con ville e Suv, ma nullatenenti, e degli imprenditori che guadagnerebbero meno dei propri dipendenti, come ogni anno ci raccontano le italiche dichiarazioni dei redditi?

Forse occorre pensare che, in fondo, l’elenco dei contribuenti presente sul web riguarda tutti, senza sconti o deroghe: si guarda ma si è anche guardati, si è ‘controllori’ ma anche ‘controllati’. Non è forse questa una forma di democrazia?

E ricordare che viviamo in un Paese dove si evadono 200 miliardi di euro l’anno, dove almeno (sono solo stime e pure prudenti) trenta italiani su cento non pagano le tasse. Compiendo, al di là delle problematiche economico-contabili che ne conseguono, un gesto ‘antisociale’: usano strade, scuole, ospedali, e tutti gli altri servizi in genere, costruiti ed erogati col denaro degli altri. Protetti dalla cosiddetta ‘privacy’.

2 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Davide
    Mag 12, 2008 @ 20:24:35

    Secondo me (magari nel mio post non era molto chiaro… lo correggerò, sperando di aver tempo) i redditi potrebbero essere disponibili anche on-line. Sottoline “anche”. E’ l modalità usata che non va bene, come ha evidenziato anche il Garante. Io proporrei di gestire un accesso autenticato sul sito dell’Agenzia delle Entrate, un po come sul sito dell’INPS, voglio dire con un’autenticazione seria, un algoritmo che faccia un controllo nel database dei contribuenti e lasci traccia della visita. Cosa più importante è che si possa visualizzare al max un contribuente alla volta in modo da evitare di scaricare file o tabelle per fare indagini di mercato.
    Credo che così sarebbero tutti più contenti. Come è stato fatto invece, secondo me, non è corretto. In fondo dobbiamo essere trasparenti nei confronti degli italiani ma non necessariamente nei confronti di tutto il mondo. Mica noi possiamo vedere il reddito del pinco-pallo americano. Che ne dici?

    PS: bel blog. E’ un po che ti seguo.

    ciao

    Rispondi

  2. Giulio
    Mag 13, 2008 @ 00:09:45

    Fondamentalmente, sono d’accordo con te: che ci sia un uso, ma non un ABuso.
    Insisto però sul fatto che è un sistema che consente di essere controllati ma anche di controllare.
    Non credo che, alla fine, il problema principale sia per chi guadagna molto: che un attore, un calciatore, un notaio … facciano una barca di soldi non sono notizie che destano sorprese.
    Il problema è semmai di chi conduce una vita da nababbo ma dichiara poche migliaia di euro di reddito. E penso che soprattutto contro costoro la divulgazione di questi dati potrebbe avere effetti positivi.

    Rispondi

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