‘Scaricati’ Padoa schioppa e prodi

Il cavalier bellachioma sceglierà ancora Tremonti (a cui non farei gestire neanche il mio condominio) come ministro dell’Economia? Riavremo nuovamente la ‘finanza creativa’? Che ci sarà poi di creativo nel far cassa vendendo il patrimonio dello Stato (invece di cercare di farlo fruttare) e elargendo condoni qua e là…

Sul suo blog, Marco Travaglio (chissà se lo rivedremo in tv o ci sarà un editto anche contro di lui) già rimpiange il ministro uscente Tommaso Padoa Schioppa: l’unico ministro dell’Economia, dopo Ciampi, che nei vertici internazionali non viene preso a pesci in faccia, ma anzi viene rispettato e ascoltato.

Magari ha avuto qualche uscita non felicissima (quella sui bamboccioni, ad esempio) ma è persona discreta e competente.

Ha rimesso in sesto in un anno e mezzo i disastrati conti dello Stato sfasciati dai suoi predecessori; ha fatto levare all’Italia la procedura d’infrazione aperta dall’Europa ai tempi del ‘miracolo (?) berlusconiano’; ha recuperato insieme al suo vice Vincenzo Visco una ventina di miliardi di euro di evasione fiscale. Insomma, ha riempito la botte che ora Berlusconi e c ompanytorneranno a prosciugare. Anziché elogiare e rivendicare i suoi successi, c’è pure qualche somaro che gli rinfaccia la crescita zero dell’economia, come se fossimo in Unione Sovietica dove l’industria era di Stato e di partito, come se le performance deprimenti delle nostre imprese private fossero colpa del governo.

Rimozione forzata per Padoa Schioppa, ma anche per Romano Prodi, altro politico troppo serio e competente per piacere ai berlusconiani “de sinistra” del nuovo Pd. Non è telegenico nemmeno lui. Non parla di sogni, non dice “I care” e nemmeno “We can”. Ma sgobba e sa far di conto. L’altro giorno, con un comunicato di tre righe, ha annunciato l’addio alla politica nel silenzio generale. Nel ’96 ha battuto Berlusconi e nel ’98 ha portato l’Italia in Europa; tre mesi dopo, per ringraziarlo, quei gran geni di D’Alema e Bertinotti l’han rovesciato, riconsegnando l’Italia a Berlusconi. Lui intanto è andato a presiedere la Commissione europea. Nel 2006 l’han richiamato per sconfiggere Berlusconi, cosa che lui puntualmente ha fatto per la seconda volta. Dopo un anno e mezzo l’han rispedito a casa senza nemmeno un grazie.

Lui se n’è tornato a Bologna, da dove era venuto, senza una parola polemica, mentre l’ultima ballerina di Uòlter, l’impresario-falco Massimo Calearo, andava in tv a ringraziare “San Clemente” Mastella per “averci liberato da Prodi”. Vedremo che cosa saran capaci di fare questi giganti del pensiero che reggono il Pd e il Pdl, a parte candidare mogli, figlie, portaborse, pregiudicati e qualche camicia nera, e chiacchierare per ore senza dire nulla. Personalmente già rimpiango Prodi e Padoa Schioppa. Due signori che han saputo uscire di scena con dignità ed eleganza e che quando non avevano niente da dire, non parlavano.

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