I furti nei supermercati

I furti in Europa ai danni di supermercati e grandi magazzini nel corso del 2006 valgono 29 miliardi di euro, dei quali 2,6 solo in Italia.

È il dato che emerge dal Barometro europeo dei furti nel retail, uno studio commissionato da Checkpoint Systems (multinazionale specializzata nella produzione di sistemi per la sicurezza e la protezione dei prodotti) e condotto dal CRR – Centre for Retail Research (un Istituto indipendente che ha come scopo primario la ricerca e la consulenza nel settore retail).
Il 40,6% degli oggetti più sensibili ai furti non sono adeguatamente protetti e i commercianti europei stanno sempre più rivolgendo la loro attenzione allo sviluppo di nuove tecnologie per la sicurezza delle merci, come i sistemi di protezione alla fonte: ad esempio, l’impiego delle etichette antifurto in radiofrequenza (Rfid), nascoste direttamente all’interno dei prodotti (scarpe e capi d’abbigliamento, ma anche beni durevoli e generi alimentari) nelle fasi di produzione o di confezionamento.
Questa soluzione è stata adottata da poco da Carrefour (prima catena in Europa) ed è stata subito seguita da altri retailer.
Ovviamente, questa strategia di difesa comporta investimenti elevati (da aggiungere alle perdite imputabili ai furti): un conto che le catene commerciali, poi, trasferiscono anche sulle famiglie italiane, le quali in un anno si ritrovano a pagare un «extra» pari a 157 euro a nucleo.

A livello europeo, i prodotti più frequentemente rubati sono, nell’ordine: abbigliamento femminile, prodotti cosmetici e profumi; scarpe e vestiti firmati, ma anche lamette da barba e prodotti per la pelle; alcolici; dvd; capi di abbigliamento maschile; videogame; oggetti elettronici che includono laptop, lettori mp3, televisori, cellulari e software.

In Italia, ogni cinque lamette da barba vendute, una viene rubata; a ruota seguono le cartucce per stampanti (15%, 1 su 6,5) e i prodotti cosmetici (6%). Ma si registrano sempre più furti tra i generi alimentari: in grande crescita sono, ad esempio, le sottrazioni di carne e parmigiano reggiano che rispettivamente con il 5,5% e 9% di ammanchi superano prodotti da sempre gettonatissimi quali dvd, cd musicali e videogame (5,5%), ma anche bevande come vini e superalcolici, i cui furti sono passati in breve dall’1,1 al 2%.

Grande preoccupazione destano anche le “ruberie interne” ad opera del personale (che rappresentano ora il 28,4% del totale) e quelle imputabili ai fornitori (7%).

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