Tifoso laziale ucciso: considerazioni del giorno dopo

Alcune considerazioni personali dopo la tragica uccisione del tifoso laziale, avvenuta ieri.

Innanzitutto non capisco perchè questo accanimento nel voler subito collegare strettamente l’episodio al mondo del calcio, che pure è malato: la presunta rissa (è dubbio anche ci sia stata e, anche ove così fosse, ci sono dubbi sulla sua gravità) è avvenuta tra presunti tifosi non organizzati, lontano dai campi di calcio e per motivi che potrebbero anche non essere calcistici. Negli ultimi anni abbiamo visto gente uccidere per un parcheggio, per una precedenza non data, per un apprezzamento di troppo rivolto ad una ragazza, per un rumore troppo molesto; ma non c’è stato un clamore di tali proporzioni. Molti ‘presunti’ cronisti dovrebbero farsi un serio esame di coscienza, soprattutto alla luce di quanto è accaduto dopo in alcun stadi e nelle strade di Roma, per colpa di alcuni sconsiderati, che non aspettano altro che questi eventi per compiere le loro scelleratezze (per non dire altro…)
Pare, inoltre, che dal rapporto fatto dai poliziotti, non emerga il fatto che le persone coinvolte nei presunti tafferugli fossero tifosi.
Altro punto: pare che l’uccisione sia stata causata da un errore umano, da un colpo partito accidentalmente dalla pistola di un poliziotto. Con tutto il rispetto per le sottopagate e sottostimate forze dell’ordine, ultimamente di casi gestiti male ne stiamo sentendo parlare un pò troppo spesso: mi riferisco ai massacri al G8 di Genova, alle randellate date a molti pacifici manifestanti della Val di Susa, alle manganellate appioppate ad alcune anziane e tranquille signore inglesi durante Roma-Manchester United dello scorso anno.
Mi rendo conto che il mestiere del poliziotto è difficilissimo e spesso poco gratificante, ma forse le selezioni psico-attitudinali non sono condotte proprio in modo minuzioso. A persone poco addestrate o incapaci di gestire al meglio lo stress o, ancora, mal dirette, non dovrebbe essere consentito di girare armate per strada. Sicuramente sono una piccolissima percentuale tra i tanti tutori della legge che esercitano il proprio lavoro con professionalità e spirito di sacrificio, ma ci sono. E discreditano la categoria.

(foto tratta dal sito corriere.it)

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