Le minacce di Mastella

Ormai è ufficiale: altro che Sinistra radicale! Il Governo è tenuto sotto scacco da Clemente da Ceppaloni. Mastella è uno che politicamente (a me, umanamente, starebbe anche simpatico) dovrebbe contare quanto il due di coppe quando la briscola è denari. Invece ha avuto il suo bel ministero (e che ministero!) e ora si permette il lusso di minacciare la crisi un giorno sì e l’altro pure. Si può dire di tutto: non è l’unico esponente della nostra classe politica che meriterebbe un bel calcione nel fondoschiena, è un bersaglio fin troppo facile sul quale sparare e, indubbiamente, sta subendo un vero massacro mediatico. Ma è anche vero che sta facendo di tutto per beccarselo il calcione.

Sorvolando su indulto, voli di Stato a sbafo, raccomandazioni e inciuci vari, qualche problema col periodo ipotetico (vedere la fine di questo post), veniamo a oggi: Mastella ha fatto di tutto per insabbiare l’inchiesta catanzarese. Ma se non avesse avuto niente da nascondere (come sostiene) perchè non lasciare De Magistris al suo posto?

Ho amici di destra e di sinistra ma non ho ancora conosciuto elettori dell’Udeur. A loro chiederei: perché?

Apro una parentesi: in data 24 settembre una ragazza, Veronica, scrive nel blog di Mastella: “quello che voglio comunicarle è un macroscopico errore: “Come se io sia l’emblema del Male.” Oh mio dio! Io dall’alto dei miei 19 anni e dal mio diploma di maturità classica so parlare meglio del Ministro della Giustizia?! Ma sarà sicuramente una svista, vero? Eh come siete distratti voi politici, o forse avete solo bisogno di una rinfrecatina sulle regole grammaticali italiane? Se è questo il problema io do ripetizioni di grammatica..”.

Il nostro risponde in maniera alquanto piccata: “Come se io sia o come se io fossi. In questo caso, per come è costruita la frase, non c’è un errore. Le lezioni di grammatica puoi anche continuare a prenderle. A insegnare, Veronica, c’è sempre tempo“.

Il 4 ottobre qualcuno avvisa Clementone dell’abbaglio che ha preso e lui fa marcia indietro:”vorrei anche scusarmi con i puristi della lingua italiana per aver scritto “Come se io sia l’emblema del Male” al posto di “Come se io fossi”, spiegando che per come era stata costruita la frase, e cioè come in una conversazione diretta, la cosa non mi sembrava così grave. In fondo il blog con i suoi post e i suoi commenti è paragonabile al linguaggio parlato. E certe libertà parlando mi sembra siano consentite. Non sto certo scrivendo un romanzo qui sopra“.

Clemente, mi FACCI il piacere (in questo caso, per come è costruita la frase, non c’è errore)!

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