7 Dicembre, 2009

Finge di essere suo marito su Facebook e scopre bugie, divorzio

Finge di essere suo marito su Facebook e nella rete degli amici trova elementi che la aiutano a carpirne i segreti; ora vuole il divorzio. Il coniuge si è rivolto ora ad una associazione dei consumatori, l’Aidacon, per avviare un procedimento giudiziario nei confronti della moglie e del social network. "L’uomo, che non ha un profilo su facebook, – racconta l’avvocato Carlo Claps, segretario della associazione – ha scoperto che la moglie ha attivato un account con il suo nominativo, esponendo una sua foto. Nel giro di due mesi, la moglie ha instaurato contatti con diversi amici di vecchia data del marito e, spacciandosi per lui, ha ottenuto informazioni personali, facendosi rivelare aneddoti e racconti relativi al passato". La donna sarebbe venuta a sapere così che il marito aveva assunto droghe leggere e che avrebbe partecipato ad un incontro con un transessuale in occasione di un addio al celibato di un amico, quand’era già sposato. Conseguenza delle rivelazioni, la richiesta del divorzio. Secondo l’Aidacon, "il caso di specie rappresenta una grave violazione della privacy, aggravata dal fatto che un soggetto ha dolosamente creato un profilo utente di altra persona per sostituirsi ad essa ed entrare nella sfera personale più intima". Inoltre il social network, si sarebbe "rivelato troppo vulnerabile e privo di adeguate barriere di sicurezza volte a garantire i propri utenti". L’associazione procederà innanzi all’autorità giudiziaria per ottenere il risarcimento dei danni subiti e per far sì che il social network provveda urgentemente ad adeguare le misure di sicurezza per garantire la privacy dei propri iscritti.

via | Ansa

4 Dicembre, 2009

Sottotitoliamo il ‘mini’stro

Il ‘mini’-stro Brunetta ha ragione: i conduttori televisivi vanno sottotitolati con i rispettivi stipendi. A pensarci prima, poteva invitare i consiglieri di maggioranza nel Cda Rai a bocciare l’incredibile contratto del pensionato Bruno Vespa, che guadagna quasi dieci volte la Gabanelli. Ma lui la lotta agli sprechi la fa così: prima li lascia passare, poi li mette nei titoli di coda. Ora però, sempre in nome della agognata trasparenza, Brunetta deve completare l’opera e sottotitolare anche gli ospiti dei talk show, a cominciare dai politici, con una sintesi di tutto ciò che i cittadini devono sapere di loro.

Si potrebbe cominciare da uno a caso: Brunetta. Possibili sottotitoli: “Combatte l’assenteismo, ma al Parlamento europeo era assente una volta su due (51,79%)”; “Combatte gli sprechi, ma era consulente economico del governo Craxi che in quattro anni portò il debito pubblico dal 70 al 92% del Pil”; “E’ per la trasparenza, ma era consulente di Gianni De Michelis e, dopo che questo fu condannato per finanziamento illecito e corruzione, lo nominò consulente al ministero”; “Definisce il Csm ‘un mostro’, dice ‘sinistra di merda’, ‘basta con il culturame dei cineasti parassiti’, ‘poliziotti panzoni’, ‘giudici fannulloni’, ‘me ne frego della Cgil’, insulta persino Tremonti, poi vuole imporre per legge la gentilezza e la cortesia nella Pubblica amministrazione”; “Dice che, se non si fosse buttato in politica, avrebbe vinto il premio Nobel per l’Economia, infatti ha vinto il premio Rodolfo Valentino”; “Il suo motto è: esclusi i presenti”.

Si potrebbe poi proseguire con alcuni suoi colleghi dal curriculum particolarmente avvincente. Roberto Maroni: “Condannato per resistenza a pubblico ufficiale per aver picchiato alcuni poliziotti durante una perquisizione e azzannato il polpaccio a uno di essi durante la caduta, è ministro dell’Interno per competenza anche gastronomica in materia di polizia”. Mara Carfagna: “Omissis, tanto ci siamo capiti”. Michela Vittoria Brambilla: “Imprenditrice del ramo mangimi per pesci, nota per aver mandato a picco Il Giornale della Libertà e la Tv della Libertà con un buco di 20 milioni in un solo anno, ora si dedica al Turismo, l’unica attività ancora vagamente funzionante nel paese, ovviamente prima del suo arrivo”. Maurizio Sacconi: “Fa il ministro del Welfare e della Salute, sebbene sua moglie sia direttore generale di Farmindustria, o forse proprio per questo”. Mariastella Gelmini: “Nemica acerrima delle promozioni facili, si recò a Reggio Calabria per sostenere l’esame di Stato da avvocato, essendo lei di Brescia”. Altero Matteoli: “Imputato per favoreggiamento di un prefetto, non lo è più perché il Parlamento l’ha assolto”. Stefania Prestigiacomo: “Indagata per peculato dopo aver usato la carta di credito ministeriale per lo shopping”. Claudio Scajola: “Definì Marco Biagi, appena ammazzato dalle Br, ‘rompicoglioni’ e ancora parla”. Umberto Bossi: “Pregiudicato per finanziamento illecito e istigazione a delinquere, dunque ministro delle Riforme”. Roberto Calderoli: “Amico intimo di Gianpiero Fiorani, sposato con rito celtico, dunque strenuo difensore di Santa Romana Chiesa e del crocifisso nelle scuole”. Raffaele Fitto: “Imputato in due processi a Bari per corruzione, turbativa d’asta e interesse privato, ha candidato nella sua lista Patrizia D’Addario e Barbara Montereale reduci da Palazzo Grazioli”. Angelino Alfano: “Indagato per abuso d’ufficio assieme a Fitto per aver tentato di stroncare la carriera al pm barese che ha fatto rinviare a giudizio Fitto, fa il ministro della Giustizia”. Gianni Letta: “Dalle ultime notizie risultava indagato a Lagonegro per truffa, abuso e turbativa d’asta”. Nicola Cosentino: “Solo un mandato di cattura per camorra, nient’altro”.

Il premier è purtroppo esentato per motivi di spazio: i suoi precedenti penali sono però sottotitolati sui maxischermi dei migliori stadi d’Italia.
Via | M. Travaglio su ‘Il Fatto Quotidiano (4-12-2009)

4 Dicembre, 2009

Niente spese per il bollettino postale se si dona al PDL

Al numero 10806040 corrisponde un conto corrente postale particolare: l’unico per il quale allo sportello non è previsto il pagamento di alcuna tassa o commissione. Almeno così è stato da maggio al 25 novembre scorso per più di un migliaio di operazioni. Il conto fa capo ad un’organizzazione che rientra nella categoria «Istituti ed Enti con finalità di assistenza e beneficenza». Quell’organizzazione si chiama Pdl: Popolo delle Libertà.
Per destinare qualche euro ad un’associazione di volontariato, inviare dei soldi con un bollettino postale costa 1,10 euro. Che sia per i terremotati d’Abruzzo, gli alluvionati di Messina, i bambini adottati a distanza, poco importa. Solo se siete ultrasessantenni o se l’operatore è autorizzato la tassa può essere eliminata. Viceversa è lo stesso sistema operativo (PGO) che applica automaticamente la tariffa al bollettino. Salvo il caso del conto 10806040, intestato al partito del presidente del Consiglio e del quale l’organizzazione si serve per raccogliere le adesioni e le associazioni presso la sede di Via Ufficio del Vicario 49, a Roma.
Una stranezza segnalata dagli stessi dipendenti delle Poste in più regioni: trovatisi di fronte a neofiti delle Libertà, che volevano iscriversi al Pdl attraverso il modulo prestampato che si può scaricare anche sul sito del partito, gli ignari impiegati hanno pensato di aver sbagliato qualcosa nell’operazione. Hanno provato e riprovato più volte. Ma niente: nelle Marche, nel Lazio, in Toscana, sempre lo stesso risultato. Non paghi, e rispettosi della par condicio, i suddetti lavoratori hanno voluto verificare se anche il Partito democratico godesse dello stesso privilegio e hanno destinato qualche spicciolo (come si vede dalla foto) all’organizzazione guidata da Pierluigi Bersani. Con grande sorpresa, però, hanno scoperto che, seppur il Pd sia registrato nella speciale classificazione di Poste Italiane come «Ente con finalità di assistenza e beneficienza», come tutti paga la tassa.
Perché al Pdl è stato applicato lo sconto? O forse si è trattatto più semplicemente di un problema tecnico che si è prolungato per mesi? Ad ottobre il sito delle Poste è stato attaccato da hacker poi individuati. Qualche giorno dopo invece «anomalie derivate dall’aggiornamento della piattaforma tecnologica» hanno madato in tilt i titolari di Banco Posta. Alcuni – secondo Adoc il 70-80% dei 6,2 milioni di titolari di Postamat – hanno visto per un giorno i loro conti andare in rosso per migliaia di euro. Interpellata sulla questione del bollettino Pdl, l’azienda controllata dal ministero del Tesoro e dalla Cassa Depositi e Prestiti, ha risposto che la cosa «non è possibile. Poste incassa sempre la tassa». Al massimo il Pdl potrebbe aver chiesto di accollarsi l’onere di tutti i bollettini e pagare dopo. Ai lavoratori però sembra strano che questo sia avvenuto fino al 25 novembre, mentre dal giorno dopo il sistema è tornato a chiedere un euro e dieci centesimi anche per le operazioni del conto 10806040.

via | Vuoi donare soldi al Pdl? Alle Poste lo fai gratis (di G. Vespo)

4 Dicembre, 2009

Le novità del motore di ricerca Bing

In Italia non sono in molti ad usarlo, ma il motore di ricerca della Microsoft Bing (http://www.bing.com), negli Stati Uniti è riuscito a ritagliarsi una sua buona fetta di mercato, convincendo un utente su 10 a sceglierlo per le sue ricerche. Per continuare a guadagnare terreno su Google, Bing ha introdotto una serie di novità, sia nel motore di ricerca che nelle mappe.
La ricerca. L’approccio di Bing alla ricerca è un ibrido tra il modello portale di Yahoo! e quello "puro" di Google. Secondo Microsoft alcune informazioni è meglio che l’utente le possa trovare già su Bing, senza cliccare su siti che portano all’esterno. Alla luce di queste considerazioni, sono state appena introdotte le Entity Cards e le Task Pages: speciali risultati che appaiono in testa al sito quando si cercano personaggi dello spettacolo, negozi importanti, aziende o città, vengono visualizzate delle piccole schede con foto, sito ufficiale ed altre opzioni variabili (il meteo di una città, l’andamento delle azioni, il giorno di un concerto).
I dati dei social network. Per accrescere la precisione dei risultati, Microsoft ha stretto degli accordi con Twitter e Facebook. Se la persona che stiamo cercando è iscritta a Facebook ad esempio, sarà possibile aggiungerla ai propri amici attraverso un comando visualizzato già su Bing, risparmiando così del tempo prezioso. Nel caso dei personaggi più noti, inoltre, il profilo su Twitter viene indicato all’interno delle Entity Card che compaiono in cima ai risultati.
Le mappe. Tra le innovazioni più evidenti, Microsoft ha rilasciato una nuova versione del suo servizio di Mappe. raggiungibile a questo indirizzo. Il sito è adesso realizzato con SilverLight (quindi potrebbe essere necessario scaricare il plug-in nel vostro browser), un programma della stessa Microsoft con proprietà simili ad Adobe Flash Player. Le mappe di Bing possono essere visualizzate in diversi modi: la classica cartina, la foto satellitare, il "Bird View", ovvero delle foto satellitari laterali che creano l’illusione della tridimensionalità. A queste opzioni se ne è aggiunta adesso una nuova, lo Streetside, per vedere al livello delle strade in modo simile a quanto già si può fare con Google Street View e Pagine gialle Visual. Al momento attuale le città inserite nello Streetside sono solo 100 e tutte americane.
Un’altra novità sulle mappe di Bing sono le immagini in 3D prese da Photosynth. Si tratta di una serie di foto tratte da fonti diverse che, montate tra loro, permettono di ruotare a 360 gradi la visione di un palazzo o di un monumento. Gli elementi in Photosynt non sono molti in Italia, ma è già possibile gustarsi luoghi come il Duomo di Milano o il Colosseo di Roma. Non sembra invece funzionare in Italia la ricerca di negozi e ristoranti.
Guarda chi "twitta". Le mappe di Bing permettono di vedere chi sta aggiornando Twitter e da dove. Cliccando su Map Apps e poi su Twitter Maps, vengono visualizzate tante piccole T blu sul planisfero e, concentrandosi su una via o una città, è possibile seguire una vera e propria cronistoria dei tweet di quel posto specifico.
Come usare Bing. Per utilizzare il "vero" Bing bisogna recarsi su Bing.com e, in alto a destra, cliccare su Italia e cambiare il paese in Stati Uniti. Il motore di Microsoft presenta infatti le sue vere innovazioni solo nella versione originale, mentre quelle localizzate nelle altre lingue sono poco più che un aggiornamento del vecchio Live.com.

via – Ecco le novità di Bing

28 Novembre, 2009

Samuele Bersani – “Un periodo pieno di sorprese”

Comincia a ingiallirsi il nero del livido,
non è più così tanto nitido
e da oggi il dolore ritorna semplicemente sottocutaneo.
Ho cambiato la scheda al telefono, ho lavato nel lago lo spirito
e nel farlo il tuo corpo ha finito per essermi estraneo.

E’ un periodo pieno di sorprese e non si contano più le offese
che per decenza mi rimangerei.
Ma ero stanco di sentirmi come uno straccio sotto a tuoi piedi,
mi sarebbe esploso il cuore prima o poi.

Alla parte non mi presto del povero Cristo e perchè mai tu l’hai data a me,
vuoi rispondere perchè io dove finisco
in quale labirinto se non c’è uscita o speranza di evadere.

Continua a ingiallirsi il nero del livido, non è più di dominio pubblico
e da oggi il ricordo diventa eternamente contemporaneo.
La vendetta è servita sul tavolo, da strapparti dei fili dal cofano,
ma nel farlo il piacere sarà quello sì momentaneo.

E’ un periodo pieno di sorprese, in sottofondo a queste imprese
la musica pian piano salirà.
Voglio prendermi un registratore, per tenerci dentro le parole
di quel proverbio che mi servirà.

Alla parte non mi presto di chi è crocifisso
e perché mai tu l’hai data a me, vuoi rispondermi perchè
io dove finisco, in quale meccanismo
se non c’è uscita o speranza
non c’è nessuna certezza di evadere.

Alla parte non mi presto del povero Cristo
e perchè mai tu l’hai data a me, vuoi rispondere perchè
io dove finisco, in quale labirinto se non c’è uscita o speranza,
non c’è nessuna certezza di evadere.

27 Novembre, 2009

Bevete più latte, il latte fa bene

Per arrivare a mezzogiorno senza dover cedere a uno spuntino a metà mattina, magari calorico e poco salutare, basta bere una bella tazza di latte a colazione. Secondo uno studio pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition il latte (anche quello scremato o parzialmente scremato), è molto saziante e consente addirittura di dare un taglio alle calorie del pranzo.

Nella ricerca sono stati coinvolti 34 uomini e donne sani ma in sovrappeso, sottoposti a due diversi tipi di colazione: la prima prevedeva il consumo di circa 500 grammi di latte scremato, la seconda la stessa quantità di succo di frutta per un totale di circa 250 calorie. Nelle 4 ore successive ai partecipanti veniva chiesto di valutare il loro grado di sazietà ed era concesso loro di fare spuntini per sentirsi bene, senza avvertire la fame. Chi aveva bevuto il latte si sentiva sazio più a lungo, stando ai risultati, e mangiava anche di meno a pranzo: in media il 9 per cento di cibo in meno, per una riduzione di circa 50 calorie rispetto a chi aveva bevuto il succo di frutta.

Secondo gli autori il merito è delle proteine del latte: una tazza apporta anche il 16 per cento della razione giornaliera raccomandata. In alternativa, può darsi che aiuti la presenza di lattosio o semplicemente la corposità della bevanda, di certo maggiore di quella di un succo di frutta. «Il merito è anche del sapore: il latte è molto gustoso, e ciò serve ad accentuare il senso di sazietà che questo alimento indubbiamente regala – aggiunge Carlo Cannella, presidente dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione –. Io consiglierei il latte di alta qualità: il gusto è maggiore, e quindi “riempie” ancor di più degli altri tipi di latte». Sentirsi la pancia piena non è secondario: «Scegliere cibi sazianti è un passo importante per garantire il successo di una dieta dimagrante o di mantenimento – scrivono gli autori dello studio australiano –. A volte bastano piccoli accorgimenti per ottenere grandi risultati: una riduzione di appena 50 calorie a pranzo, come quella che abbiamo verificato fra chi beveva il latte a colazione, a lungo andare riesce a fare la differenza. Basta un eccesso di meno di 100 calorie al giorno per ritrovarsi con un chilo in più nel giro di un anno».

via | Una tazza di latte sazia fino a pranzo

17 Novembre, 2009

Inneres Auge

"… uno dice che male c’è a organizzare feste private
con delle belle ragazze per allietare primari e servitori dello stato?
non ci siamo capiti: e perché mai dovremmo pagare anche gli extra a dei rincoglioniti?
Che cosa possono le leggi dove regna soltanto il denaro?
La giustizia non è altro che una pubblica merce…
Di cosa vivrebbero ciarlatani e truffatori
se non avessero moneta sonante da gettare come ami fra la gente.
La linea orizzontale ci spinge verso la materia, quella verticale verso lo spirito.
Con le palpebre chiuse s’intravede un chiarore
che con il tempo e ci vuole pazienza, si apre allo sguardo interiore:
inneres auge, das innere auge…"

13 Novembre, 2009

Regola di Russell

Non ti preoccupare di evitare le tentazioni. Mano a mano che invecchi, saranno le tentazioni a evitare te.

11 Novembre, 2009

Facecool

FaceCool è il social network per i politici che ci mettono la faccia.

Guardate il profilo di D’Alema su FaceCool: scoprirete che ha fatto il test «Quale favola ti rappresenta» e ha ascoltato gli ultimi consigli di Rondolino per rifarsi il look.

dale44[1] Se invece vi siete persi i talk show della settimana e temete di fare brutta figura in società niente paura: Simone Salis li riassume per voi in VpV – Visti Per Voi, un video di pochi ma terrificanti minuti dove Daniela Santanché e La Russa brandiscono il Crocifisso e dove vedrete per la prima volta in funzione una vera fabbrica dell’odio.
Se poi volete migliorare l’inglese e confrontarvi con lo straniero, partendo dallo svantaggio di essere italiano, seguite il corso video di Stefano Pisani: CIA, Corso di Inglese da Autodifesa. Nella sezione video, trovate le nuove puntate di Breaking Jokes, notiziario semiserio ma più serio del Tg1, e FotoCamera, il videoromanzo girato nella Camera dei Deputati, tutti e due a cura di Silvio di Giorgio.
Nella sezione Gadget vi aspetta il generatore automatico di risposte di Berlusconi alle domande di Bruno Vespa (cliccate per ottenere ogni volta nuove risposte, tutte autentiche come quelle che ha fornito il premier) e il Berluscomatic, la bambola parlante di Berlusconi, a cura di Alessandro «Metilparaben» Capriccioli e Gilvia Rollo.
Infine, su Virus via spettano le vignette di Staino, Maramotti e Petrella e le strisce da stampare e ritagliare, come il segnalibro a forma di lingua di Bruno Vespa disegnato da Natangelo. Le altre nuove strisce sono di Biani, Maramotti, Vukic, Schietroma, Artefatti, lo Scorpione e Matteo Bertelli.
La sezione YourVirus ospita le vignette dei lettori: cliccando sono visibili tutte. Ne riceviamo a centinaia e ogni domenica su l’Unità pubblichiamo le migliori cinque insieme alle 3 battute più belle inviate alla mail yourvirus@unita.it. Per lasciare un vostro commento c’è il Blog e per seguire Virus anche su FaceBook e Twitter c’è il link. Divertitevi come Berlusconi in posa per una foto ufficiale.

via | Francesca Fornario

11 Novembre, 2009

Farmville, il nuovo gioco di moda su Facebook

Farmville non è un semplice gioco: la vita a Farmville è scandita dai tempi della semina e della raccolta. Dal tempo di passare il fertilizzatore potente agli amici. Dal fare i regali e dal riceverne. Più semini, più raccogli, più diventi ricco, più puoi espandere la fattoria. Più conquisti punti esperienza e più puoi coltivare specie pregiate o acquistare animali psichedelici. Ogni cosa è scandita da un tempo: c’è un tempo per mungere, uno per tosare i conigli, uno per fare la raccolta della frutta. E quel tempo è il tuo tempo reale: perché come con il Tamagotchi se dimentichi la cura di Farmville tutto muore. Tutto si perde. E tu non vuoi perdere…
Farmville è il nuovo gioco che fa furore su Facebook. Sembra siano in 35 milioni a giocare al gioco nato da poco e "ispirato" dalla first lady Usa e dal suo annuncio di creare un orto alla Casa Bianca. Basta avere un amico (o nemico) che è rimasto in trappola prima di te ed è fatta. All’inizio sembra innocuo. Hai pochi soldi in dotazione, degli strumenti con i quali piantare zolle, un market dove acquistare i prodotti che all’inizio sono poverelli. Fragole (maturano in quattro ore bisogna tenerle sotto controllo), fagiolini di soia (maturano in 24 ore ma ti fanno subito ricco), grano, riso. Ma più coltivi e più gli zecchini d’oro tintinnano. Poi c’è la pet terapy con i tuoi animali che rispondono in sonoro e i rapporti di vicinato. Anche qui valgono le regole della buona convivenza: regali e visite giornaliere. Sono ammessi i dispettucci come regalare orrende fontane o nani da giardino. La nostra fattoria è per i buoni proposti, ma sembra non sia così altrove. Come nella Farmville versione spagnola ad esempio, dove l’orto del vicino è veramente più verde e lo scopo del gioco è scorrazzare nella sua tenuta per vendicarsi razziando. Anche questo, a provarlo, può diventare una droga…

via | Anna Tarquini su Unità.it