Archivio per la categoria 'tv'

23
Apr

Un giro di Walter (chiari)

Davvero bello il ricordo tributato da Giovanni Minoli a Walter Chiari, nella trasmissione notturna di Rai2,  ‘La storia siamo noi’.

Da campione di boxe a campione di risate, diventa il primo divo italiano internazionale, famoso anche per la sua vita piena di love story da prima pagina.

Alla fine degli anni ‘50 è la nuova stella del sabato sera, il re delle improvvisazioni. Dopo la rivista, il musical, il teatro e la televisione, arriva anche il cinema.

In particolare, ricordo due film che lo vedevano protagonista e mi hanno colpito particolarmente: “Il giovedì” e “Io, io, io… e gli altri”.

Dopo l’esperienza del carcere (una questione di droga), inizia il suo declino.

Nel dicembre del 1991, qualche giorno prima del natale, viene colto da un infarto nel lussuoso appartamento di un residence milanese: seduto in poltrona, davanti alla tv, con gli occhiali ancora sul naso e la testa appena reclinata.

Avrebbe voluto questo epitaffio: “Non vi preoccupate, è tutto sonno arretrato”.

A suo modo, un grande.

06
Apr

Il senso della vita per ‘Don Pizarro’

Corrado Guzzanti nei panni di Don Pizarro a “Parla con me”.

… “Il senso della vita e’ la vita, il fine della vita e’ la fine” …

22
Gen

Viva Radio 2 … minuti

A parte il fatto che la prima puntata è durata oltre 22 minuti (altro che 2 minuti!), la trasmissione non è sembrata un granchè.

Il Papa che per gli ingressi usa il santo pass e non potendo andare alla Sapienza ripiega sul Cepu…

Carla Bruni che nell’intimità chiama il presidente francese Grand Kozy…

A me non viene un granchè da ridere…

05
Dic

Maurizio Crozza - I costi della politica (da ‘Ballarò, Rai3)

Nella copertina della puntata del 25 settembre 2007 di Ballarò, Maurizio Crozza parlava dei costi della politica. Per non dimenticare.

05
Dic

Stefano Bellani, da ‘Zelig’

Una delle rivelazione della edizione 2007 di Zelig.

04
Dic

29.11.2007, show di Roberto Benigni su Rai1

Un estratto dello spettacolo di Benigni andato in onda la scorsa settimana su Rai1.
Personalmente ho apprezzato la prima parte dello show mentre ho trovato noiosetta la seconda: per la lettura di Dante preferisco Sermonti.

03
Dic

Intervista doppia: Lerner e Riotta (imitati da Neri Marcorè)

27
Nov

‘Report’ del 25.11: quando esternalizzare e appaltare vogliono dire ’sfruttare’

Ancora una volta, interessante la puntata di Report andata in onda domenica sera:

le aziende pubbliche (ospedali, università, case di riposo, eccetera) per diminuire la spesa e i costi del personale non assumono più. Ma la manodopera serve: il problema si risolve esternalizzando, cioè dando in appalto all’esterno una parte dell’attività.

Se si esternalizza personale si deve passare attraverso un’agenzia interinale; se invece ci si affida a cooperative e ditte si deve appaltare un servizio completo. Spesso i servizi appaltati non sono servizi e i costi dell’azienda invece di diminuire aumentano. E a rimetterci sono i lavoratori che scontano paghe basse e minori diritti. Loro diventano la merce di questi appalti.

In due ospedali romani, il S. Andrea e il Policlinico, gli infermieri o gli archivisti non sono dipendenti dell’ospedale ma personale fornito dalle cooperative che alla stessa struttura ospedaliera costa di più, con un servizio assai mediocre; per i lavoratori, invece, poche tutele e una busta paga magrissima.

Ci dicono che non ci sono soldi, che bisogna stringere la cinghia (ma se penso agli sprechi, ai costi della politica, alle sovvenzioni ai giornali, ai costi per le sedicenti missioni di pace all’estero, divento verde dalla rabbia) e non si trova di meglio che ‘precarizzare’ una generazione e sfruttarla: così si stipulano contratti come pulitori, operai di secondo livello, per persone che svolgono compiti più delicati, come quelli di aiuto infermiere. E se qualcuno si fa male sono fatti suoi.

E i controlli? Non fa nulla l’Inail: d’altronde, se ti fai male non paga perché quella non è la mansione di un pulitore. Non fa nulla l’Inps che pure prende contributi per un pulitore di 2° livello, che sono più bassi rispetto a quelli che invece spetterebbero ad un aiuto infermiere (e quindi quando il lavoratore andrà in pensione prenderà anche una pensione più bassa). Anche l’Ispettorato del lavoro sembra nicchiare.

E i pazienti, nel malaugurato caso di un ricovero non sapranno mai se chi li accudisce e controlla le loro terapie è un infermiere dipendente dell’ospedale o un addetto alle pulizie dipendente da una società di pulizie, nella migliore delle ipotesi, con il diploma da infermiere. Personale, quest’ultimo, pagato 6 euro lordi all’ora invece dei 15 pagati dal policlinico.

E poi noi saremmo i bamboccioni…

16
Ott

Report sui ‘derivati’

La puntata di Report di domenica scorsa è stata davvero interessante: gli Enti pubblici hanno sempre bisogno di soldi e li trovano facendo mutui e obbligazioni. Poi si fanno sistemare i debiti dalle banche che si inventano operazioni di finanza strutturata. E così si spostano i debiti in là nel tempo e il ‘pacco’ se lo ritroveranno le giunte future… Regioni, Province e Comuni di solito non capiscono i rischi che corrono e non si accorgono dei costi impliciti nelle operazioni “swap”. I derivati, o swap, si chiamano così perché derivano il loro valore da variabili esterne. Lo swap è uno scambio. Per esempio, tu hai un debito, paghi un tasso variabile del 5%, e hai paura che i tassi aumentino; la banca lo ti propone uno scambio: “ll tuo 5% variabile lo pago io al posto tuo, tu paghi un 4.5 fisso per tutta la durata del contratto. In questo modo se i tassi scendono sotto il 4.5 tu non ci guadagnerai, ma se aumentano la differenza ce la metto io. Tu non ci guadagnerai ma nemmeno ci rimetti”. L’assicurazione serve a proteggerti. Le banche affidabili fanno firmare contratti che non fanno prendere rischi ai loro clienti. Altre, invece, e sono tante visto che le perdite superano i 3 miliardi e mezzo di euro, fanno firmare contratti comprensibili soltanto a chi ha fatto un master a Berkeley e possiedono un software da mezzo milione di euro. Gli swap sono strumenti complessi e rischiosi tanto che addirittura l’ex ministro delle finanze, Siniscalco, ha detto: “ Io stesso ho difficoltà a leggerli e a capirli”. Chi ne sa di più fa enormi profitti, e chi ne sa di meno ci rimette tutto. E’ naturale che uno che si occupa di abbigliamento avrà qualche difficoltà a capire un contratto così complicato, e ancora di più a sapere cosa gli succederà dopo averlo firmato.

Sono almeno 30 mila le imprese private coinvolte, e 900 gli enti pubblici che ci stanno perdendo centinaia di milioni. Siccome però nel caso degli enti pubblici passano per perdite potenziali, non vengono scritte da nessuna parte, e rimangono debiti fantasma. Per esempio all’Acquedotto Pugliese, di proprietà regionale, le banche hanno fatto assumere un rischio così elevato che i cittadini pugliesi rischiano un giorno di restare senza i soldi per riparare le tubature.

Qui potrete vedere il video completo della trasmissione.

fonte: Report

11
Ott

TestCard tv

TestcardTV è un sito che oltre a farvi vedere delle puntate di serie TV (Lost, Heroes, Friends…) o show,  permette anche la visione di alcuni canali gratutiti, in streaming.

E’ disponibile anche una serie di canali televisivi italiani, tra i quali: DeejayTV,  All Music, RTL 102.5, Bloomberg TV, Rock Tv, Camera Dei Deputati (li trovate qui).

Il sito permette anche la visione di una serie di film: sono presenti anche titoli appena usciti nelle nostre sale. Ovviamente, il tutto è inglese.

Via | GrupoGeek e QuixoBlog




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