Archivio per la categoria 'politica'



08
Lug

No Cav day

  Il ‘No Cav Day’ finisce con la secca dichiarazione di Antonio Di Pietro: «Mi dissocio dagli attacchi al Quirinale, al Papa e al Pd».

Ha cominciato Marco Travaglio: «Fino ad ora il Quirinale ha firmato tutto, compresa l’aggravante razziale. Speriamo che la smetta. Berlusconi vince sempre le elezioni per abbandono degli avversari, non lo lasciano in pace, anche stavolta aveva un piede nella fossa ma la Sinistra italiana si è data questa missione: resuscitarlo. Aiutamolo a sparire sennò per inerzia scivola al Quirinale». Attacco a Veltroni: «Berlusconi arretra e gli altri vanno più indietro di lui. Ha una tv abusiva e una casa editrice rubata, ma nonostante questo gli altri dialogano, anche se lui continua a fare di tutto per sputtanarsi. Per dire, nomina Schifani presidente del Senato e la Finocchiaro lo bacia». Pesanti ironie sono riservate anche al ministro della Giustizia: «Alfano spara ca…te da mattina a sera ma siccome lo fa dialogando nessuno dice niente».

Poi è stata la volta di Beppe Grillo, in collegamento telefonico: «Lo psiconano è andato in Giappone a fare l’ennesima figura di merda dicendo che a Vicenza si fa la base». E poi, sempre più pesante: «In qualsiasi Paese del mondo, se un aspirante presidente del Consiglio avesse chiamato per vendere la figa in leasing per far cadere il governo, sarebbe stato un colpo di Stato… Non mi riconosco più nel popolo italiano». E i 18 condannati in Parlamento «sono sempre lì: se Mangano è un eroe, loro sono i supereroi. Berlusconi è il garante di un comitato d’affari». Secondo attacco a Napolitano: «Io Morfeo non l’ho mai offeso, lui sonnecchia. Però firma delle cose… Per esempio, un provvedimento per la banda dei quattro. Ve lo immaginate Pertini che firma una cosa per rendersi immune dalla giustizia? Io non lo immagino, così come non immagino Ciampi e Scalfaro. Chi è quest’uomo qua? Quando c’era la gente in piazza a Chiaiano, lui dov’era? A Capri, a sentire musica con due inquisiti, Bassolino e la moglie di Mastella». E alla sinistra: «Non c’è nessuna differenza tra l’indulto e l’ammazza-processi. Le leggi di Prodi sulla giustizia sono uguali a quelle di Berlusconi». Strali anche contro Veltroni: «’Topo Gigio’ in tre mesi ha fatto cadere il governo Prodi, ha perso Roma e ha disintegrato i partiti della sinistra. È il più grande alleato dello psiconano».

L’intervento di Sabina Guzzanti comincia in rima: «Osteria delle ministre / paraponzi ponzi po / le ministre son maestre / paraponzi ponzi po / e se al letto son portento, figuriamoci in Parlamento / dammela a me Carfagna / pari opportunità”.

Poi sulla Carfagna: «Io non sono una moralista come ci accusano gli opinionisti che non hanno nemmeno un vocabolario, perché la parola ‘moralista’ ha un significato e per usarla sui giornali lo devi conoscere. Moralista è Casini, divorziato tre volte, moralista è Mele (il deputato dell’Udc coinvolto in uno scandalo di squillo e cocaina, ndr). A me non me ne frega niente della vita sessuale di Berlusconi ma tu non puoi mettere alle Pari opportunità una che sta là perché t’ha succhiato …. Non la puoi mettere da nessuna parte ma in particolare alle Pari opportunità, perché è uno sfregio», ha detto citando un’intercettazione a sfondo sessuale «di cui in Italia non si ha traccia ma che è comparsa sul giornale argentino El Clarin».

La comica non ha risparmiato il centrosinistra, in particolare il Pd. «Perché si deve appoggiare la norma sulle intercettazioni? Vogliono rifare le scalate alle banche perché gli stanno bene i Consorte e i Fiorani che si mettono in tasca i soldi delle vecchiette».

Nel mirino c’è anche Papa Ratzinger: «Il governo è caduto in buona parte anche grazie a lui, con quella porcheria della negata partecipazione a La Sapienza. La menzogna della censura a Ratzinger è stata sostenuta da tutti i media e i politici, salvo le solite, rilevanti eccezioni. Questo significa avere il controllo dei media, inventare una polemica che non sta né in cielo né in terra, perché non c’è motivo al mondo per cui Ratzinger debbe inaugurare l’anno accademico delle nostre università».

Poi, aggiunge: «hanno accusato la sinistra radicale e Clemente Mastella ma è stato Dini a far cadere il governo, probabilmente come ex direttore della Banca d’Italia tiene qualcuno per le palle». Ce n’è anche per Walter Veltroni, «che prima dice ‘non delegittimiamo le persone’, poi però a Berlusconi non lo chiama mai per nome, come Emilio Fede quando fa finta di non ricordare chi siano le persone di cui parla, non è una tecnica che mostra rispetto».

Antonio Di Pietro ha riservato le sue critiche all’operato del governo: «C’è in atto un comportamento da nuova P2, anzi, proprio P2 perché sono sempre quelli. Appena le condizioni ce lo permetteranno attiveremo un grappolo di referendum per cancellare queste leggi». Prima di salire sul palco aveva pesantemente attaccato il lodo Alfano: «Qualcuno mi sta processando? Mi faccio una legge che dice che quattro cittadini italiani una volta che diventano presidente della Repubblica, della Camera o del Senato, capo del governo, possono ammazzare la moglie, stuprare bambini, o addirittura corrompere un testimone in un processo e non possono essere processati». Secondo il leader Idv «i cittadini devono resistere e ribellarsi: tutti i regimi cominciano in maniera dolce». Piccola nota al Pd: «Noi rispettiamo chi non è qui ma chiediamo ugualmente rispetto da chi non c’è e non ha aderito nemmeno idealmente».

Presenti al ‘No Cav Day’ anche personaggi della cultura come Andrea Camilleri, che ha letto cinque poesie “incivili” e con i famosi versi di Pier Paolo Pasolini dedicati all’ipocrisia, dedicandoli al ministro Maroni. «Quando dice che vuole prendere le orme dei bambini rom solo per evitare che vengano sfruttati è ipocrita. E cita: «Talmente ipocrita che quando l’ipocrisia ti avrà ucciso andrai all’Inferno ma ti dirai in Paradiso». Poi, riferendosi a Berlusconi: «La sua morale ha più buchi di un colabrodo, ma viene ricevuto in Vaticano con tutti gli onori: pecunia non olet».

A Lidia Ravera, spetta il compito di spiegare le motivazioni reali di tanta indignazione grandguignol sulla Carfagna, il viagra etc. «Siamo preoccupate, ho paura che le bambine pensino che questi sono i modelli: dare il proprio corpo ai potenti per fare carriera. Ed è un’immagine umiliante per le donne e vergognoso per l’Italia».

Poi l’intervento, con una massima, di Moni Ovadia: «Se lasci lo strumento per un giorno, lui ti lascia per una settimana». E aggiunge: «Lo stesso vale per la democrazia. È stato un errore non aver protestato abbastanza contro il procellum, aver accettato la logica dei ragazzi di Salò: abbiamo il dovere di una mobilitazione permanente, la nostra opposizione deve essere ferma, adamantina, inequivocabile. Noi possiamo dialogare. Basta con le vie intitolate ai fucilatori di partigiani».

Dal palco Pancho Pardi (Idv) ha lanciato un appello perché Berlusconi non diventi presidente della Repubblica: «Chi ha già provato a sfregiare la Costituzione non potrà diventarne il custode, chi è uscito dai processi di magistratura solo perché ha fatto delle leggi a proprio favore non può diventare presidente del Csm, chi si è vantato di spregiare il 25 aprile non potrà diventare presidente della Repubblica che è nata dalla Resistenza. Ci aspetta una dura campagna, lunga cinque anni».

Sul palco un lungo manifesto verticale con l’articolo 3: «Tutti i cittadini hanno pari dignità e sono eguali davanti alla legge». Sull’altro lato del palco un’altra scritta: «La legge è uguale per tutti». Alcuni manifestanti indossavano cartelli con una citazione di Umberto Eco: «Quando la maggioranza sostiene di avere sempre ragione e la minoranza non osa reagire, allora è in pericolo la democrazia». Altri mostravano i vari reati che verrebbero ’sospesi’ in caso di approvazione dell’emendamento blocca-processi: «Stupro, sospeso», «Abuso d’ufficio, sospeso». Sui cartelli dei manifestanti è finito anche il ministro per le Pari opportunità, Mara Carfagna: «Presidente, che cuccagna la Carfagna».

A chiudere la manifestazione uno dei tre organizzatori, Furio Colombo, che si dissocia dagli insulti di Grillo. «È stupido, improprio, volgare, fuori posto, umiliante offendere il capo dello Stato. Se non fosse stato per l’iniqua legge delle impronte digitali avrei rinunciato a parlare da questo palco. Mi sono sentito malissimo a sentire offendere il presidente della Repubblica. Se credete nell’impegno da me profuso finora permettetemi di chiedervi un applauso caldo e affettuoso per Giorgio Napolitano. Noi siamo l’Italia che tornerà a essere un Paese rispettabile. Ci vogliono rendere vili, volgari, razzisti, ma non lo saremo».

fonti: Corriere.it, Repubblica.it, Unita.it

08
Lug

l’alternativa al decreto blocca-processi

Notizia Ansa del 4 Luglio:

Il teste si e’ presentato in aula in bermuda e il giudice lo ha richiamato al decoro, ha sospeso l’udienza e l’ha rinviata ad ottobre. L’episodio e’ avvenuto in Tribunale a Rovereto, in Trentino, con protagonista il giudice Ettore Di Fazio. Alla vista dei bermuda il magistrato ha invocato la sobrieta’ nell’abbigliamento adatto ad un’aula di giustizia, ed al teste ha chiarito che non poteva presentarsi vestito in quel modo per il decoro dovuto alla funzione e al luogo.           (grazie a Ricomincio da qui per la segnalazione della notizia)

Capito, egregio presidente del consiglio? Inutile stare a litigare con la Lega e con la (pseudo)opposizione per il “decreto blocca-processi”: vada in aula con bermuda e zoccoletti (al maschile, presidente, non si confonda…) e vedrà che per qualche altro mese potrà stare tranquillo….

08
Lug

Ancora sulla abusività di Rete 4

Ne avevo parlato qualche tempo fa, ma Fabrizio mi fa notare, giustamente, che sarebbe il caso di dare un’occhiata alla sentenza ufficiale della Corte Europea che condanna l’Italia a una multa di circa 130 milioni di euro all’anno se Rete 4 non cederà a Europa 7 le frequenze che il nostro presidente del consiglio ha in concessione (abusiva) dallo Stato.

Bene, io partirei da Wikipedia, che contiene anche tutti i links ai vari interventi a riguardo, non solo della Corte Europea, ma anche della Corte Costituzionale e del Consiglio di Stato.

I testi delle sentenze della Corte di Giustizia Europea sono accessibili alla pagina http://curia.europa.eu/en/transitpage.htm. La sentenza che ci interessa è la C‑69/07 del 31/01/2008.

Le sentenze della Corte Costituzionale sono all’indirizzo http://www.cortecostituzionale.it/. Quella che ci interessa è la 466 del 20 novembre 2002.

Il decreto partorito dal terzo governo Berlusconi (ribattezzato “Salva Rete4″) è il decreto del 24 dicembre 2003.

Le sentenze del Consiglio di Stato sono reperibili su http://www.giustizia-amministrativa.it. Quella che ci interessa è la n. 3846 del 19 luglio 2005.

A suo tempo (31 gennaio 2008), un altro dei capisaldi dell’informazione berlusconiana “Studio-Novella 2000 Aperto”, minimizzò con questa strafottenza la portata della sentenza della Corte Europea.

Secondo quelli di Mediaset: la sentenza della Corte di Giustizia Ue che definisce «contrario al diritto comunitario» il regime italiano di assegnazione delle frequenze tv «non può comportare alcuna conseguenza sull’utilizzo delle frequenze nella disponibilità delle reti Mediaset, inclusa ovviamente Retequattro. Il giudizio cui la sentenza si riferisce riguarda infatti esclusivamente una domanda di risarcimento danni proposta da Europa 7 contro lo Stato italiano e non può concludersi in alcun modo con pronunce relative al futuro uso delle frequenze. Quanto all’insinuazione che Retequattro occuperebbe indebitamente spazi trasmissivi a danno di Europa 7, Mediaset ribadisce che Retequattro è pienamente legittimata all’utilizzo delle frequenze su cui opera. Quindi nessun rischio per Retequattro».

Certamente lo Stato (leggasi: noi) dovrà pagare. Anche quelli della Corte Europea sono, quindi, cattivoni comunisti che perseguitano il nostro eroe senza macchia e senza paura.

L’idea che dobbiamo pagare con le nostre tasse il teatrino di Fede (perchè tutto è tranne che informazione) mi fa imbufalire non poco.

07
Lug

Berlusconi? Politico dilettante in un Paese corrotto

Non è una mia affermazione, anche se la condivido, bensì una esilarante gaffe al G8. Tanto che George Bush è stato costretto a porgere le sue scuse a Berlusconi e al popolo italiano.

Il motivo risiede nella biografia del cavaliere mascarato pubblicata nel ‘press kit’ che la Casa Bianca ha distribuito ai giornalisti al seguito del presidente americano.

Si dice: «Il premier italiano è stato uno dei più controversi leader nella storia di un paese conosciuto per corruzione governativa e vizio. Principalmente un uomo d’affari con massicce proprietà e grande influenza nei media internazionali. Berlusconi era considerato da molti un dilettante in politica che ha conquistato la sua importante carica solo grazie alla sua notevole influenza sui media nazionali finché non ha perso il posto nel 2006». La nota biografica continua: «Odiato da molti ma rispettato da tutti almeno per la sua ‘bella figura’ (in italiano nel testo) e la pura forza della sua volontà Berlusconi ha trasformato il suo senso degli affari e la sua influenza in un impero personale che ha prodotto il governo italiano di più lunga durata assoluta e la sua posizione di persona più ricca del paese».

La Casa Bianca avrebbe prelevato la biografia di Berlusconi dalla ‘Encyclopedia of World Biography’ che risulta aggiornata al mese scorso.

In serata, il portavoce della Casa Bianca, Tony Fratto, ha inviato una lettera nella quale si scusa a nome della Casa Bianca «per il linguaggio insultante sia nei confronti del primo ministro Berlusconi che del popolo italiano». E aggiunge: «I sentimenti espressi nella biografia non rappresentano le vedute del presidente Bush, del governo americano e degli americani. Ci scusiamo con l’Italia e con il primo ministro per questo errore davvero sfortunato. Come tutti coloro che hanno seguito il presidente Bush, il presidente ha per il premier Berlusconi e per tutti gli italiani la più alta stima e riguardo».                       (fonte: Corriere.it)

Penso che gli americani dovrebbero rivolgerci ben altre scuse (il caso Calipari chiede ancora giustizia!); tanto più che questa volta le scuse non sono neanche necessarie. Cosa è stato scritto di non vero?

Fanno proprio una bella coppia Silviolo e George ‘guerrafondaio’ Bush. Come dicevano i latini: “similes cum similbus facillime congregantur“…

30
Giu

La modestia di Brunetta

Confesso che il ministro Brunetta (nella foto in compagnia della fidanzata Titti) mi incuriosisce sempre di più, anche se condivido solo alcuni tratti del suo pensiero. E’ soprattutto quel misto di candore e paraculaggine che lo caratterizza a rendemerlo quasi simpatico.

A Enrico Mentana, nel corso di una recente puntata di Matrix, dichiara: “Volevo vincere il premio Nobel per l’ economia. Non dico di esserci arrivato vicino, ma … poi mi sono innamorato della politica e ho dovuto rinunciare al Nobel”.

A Cazzullo che lo intervista per il Corriere della Sera, confida: “Sono orgoglioso di essere figlio di gente povera. Figlio della Venezia popolare. Andavo a pescare i granchietti e le anguelle, quei pesciolini trasparenti, da fare fritti. E andavo a lavorare con mio padre. Vendevo. Gondole di plastica nera. Vetri di Murano. Souvenir. Avevamo una bancarella in lista di Spagna, accanto alla stazione. E lì, sui marciapiedi di Cannaregio, ho imparato tutto. Il lavoro, il sacrificio. Conoscere la gente, parlarci…” (insomma: un altro che si è fatto da solo, come il suo capo, ndr). Poi si lancia su considerazioni economiche (il suo campo, sebbene sia laureato in Scienze Politiche): “è un fatto, non una mia opinione: il declino non esiste. Non esiste la recessione, né in Italia né nel mondo: recessione è quando per due, tre trimestri di fila il pil diminuisce; invece l’Italia è sempre cresciuta, sia pure poco… L’economia italiana non è messa male. È in sofferenza per il prezzo del petrolio. Controllo dell’offerta, aumento della domanda: agli arabi conviene tenerlo sotto piuttosto che venderlo. Non è vero che il petrolio sta finendo… Ogni cinque anni le riserve raddoppiano, o comunque si rivedono al rialzo. Basterebbe un grande patto europeo per costruire 50 centrali di quarta generazione (aridaje!!, ndr), in modo da coprire metà del fabbisogno entro il 2020, per far crollare il petrolio e il gas del 30 o del 40%. Allora i produttori avrebbero fretta di vendercelo, per paura che gli resti sul groppone. Costruire 50 centrali di quarta generazione costa Sei, sette miliardi di euro l’una. Moltiplicato per 50, fanno 350 miliardi di euro. Li potremmo trovare lanciando gli eurobond, titoli europei, garantiti con le eccedenze auree e valutarie della Bce. Enorme risparmio, enorme investimento nella ricerca, enormi risorse per la sicurezza e le infrastrutture dal Baltico al Mediterraneo, da far impallidire il tunnel sotto la Manica e il ponte sullo Stretto: l’Europa ripartirà. È l’idea keynesiana che ho in comune con Tremonti e Delors”

Poi, con la consueta modestia conclude: “Con Tremonti ci conosciamo da 28 anni, quando lui era un brillante giovane professore a Venezia e io ero un giovane incaricato. Tra noi c’è sempre stata una sfida a vedere chi è più bravo. Tremonti è fantasioso, io sono fantasioso. Giulio ha grandi visioni, io ho grandi visioni. Lui è geniale, io sono geniale. Ecco, il nostro è un rapporto tra due persone geniali. Tutto qui.”

Con cotanto genio e cotanta fantasia, non abbiamo di che preoccuparci…

30
Giu

Ultime dal mondo politico

Continua incessante ed instancabile come non mai l’attività del Governo. Passano misure come il decreto sicurezza. Prendere le impronte digitali ai bambini rom è una “indecente proposta”, scrive Famiglia Cristiana. Ed è un attacco senza reticenze quello del settimanale cattolico. Che una settimana fa aveva scritto che Berlusconi “è ossessionato dai giudici”.

E, a proposito di giudici, il Consiglio dei ministri del 27 giugno, ha approvato il DDL per garantire l’impunità alle prime cariche dello Stato durante l’esercizio del loro mandato.

La tanto sbandierata “sicurezza dei cittadini”, è sacrificata all’interesse di Berlusconi. Il disegno di legge sulle intercettazioni impedirebbe di venire a sapere di casi come quello di Parmalat o degli scandali alla clinica Santa Rita (più in generale, restano fuori reati di forte allarme sociale quali l’associazione a delinquere, l’usura, il sequestro di persona, la rapina non aggravata, lo sfruttamento della prostituzione eccetera). Questo progetto di legge vieta la pubblicazione di tutte le intercettazioni, anche quelle pertinenti al processo. Come fa notare Gian Carlo Caselli, procuratore generale di Torino, “si potrà pubblicare a malapena il nome dello indagato. Non il reato per cui è indagato, non le prove raccolte dall’accusa, non gli elementi raccolti a discarico dalla difesa. Anche quando si tratta di fatti non più segreti non si potrà sapere nulla di nulla per mesi o magari per anni finché le indagini non si saranno concluse. Questo è pericoloso! Non soltanto perché viene spazzato via il diritto di cronaca, ma anche perché qualunque potere pubblico e la magistratura in primis, deve poter essere sottoposto al cosiddetto controllo sociale. Si deve sapere cosa fa la magistratura, cosa sta facendo. Per dire se è giusto o sbagliato quello che sta facendo“.

La sospensione dei processi per un anno serve a evitare la possibile condanna di Berlusconi al processo Mills di Milano.

Continua Caselli: “La sospensione dei processi è il risultato di un emendamento introdotto nel decreto Legge sicurezza. Si congelano processi che riguardano sequestri di persona, estorsione, rapina, furti in appartamento, scippi, associazione a delinquere, stupro e violenza sessuale aborto clandestino, bancarotta fraudolenta, sfruttamento prostituzione, frodi fiscali, usura, falsificazione documenti pubblici, corruzione, rivelazione del segreto d’ufficio, reati informatici, vendita di prodotti con marchi contraffatti, detenzione di materiale pedo-pornografico, porto e detenzione d’armi anche clandestino omicidio colposo con violazione delle norme sulla circolazione stradale, calunnia, truffa comunitaria, incendio, traffico di rifiuti, adulterazione di sostanze alimentari, quasi tutte materie che hanno a che fare con la sicurezza dei cittadini. Chi ha subito questi reati e non vede celebrati i processi, che sono sospesi per un anno, come può dirsi tutelato nel suo diritto di avere più sicurezza anche attraverso il riconoscimento delle responsabilità di chi alla sua sicurezza ha attentato e dopo un anno di blocco dei processi ci sarà un ingorgo processuale spaventoso. Nessuno sa quanti processi saranno sospesi: l’Anm calcola che saranno circa 100 mila. Bill Clinton, ex presidente degli USA, l’uomo più potente del mondo, ha avuto 7 procedimenti dai quali 6 è uscito indenne, nella settima rimane impigliato in una vicenda che sta a metà strada tra il pubblico e il privato, ma mai gli è passato per l’anticamera del cervello di prendersela col suo giudice. In tutti i paesi democratici la giurisdizione viene magari criticata ma rispettata”

“Questo governo pensi alle famiglie e non ai problemi di Berlusconi”. Chiediamo immediatamente un intervento a sostegno di salari, stipendi, e pensioni. E’ questa la vera priorità del Pese e non il lodo Schifani. L’inflazione sale come non accadeva da anni. I prezzi al consumo hanno raggiunto valori che non vedevamo da dodici anni e a salire sono soprattutto quelli del pane, della pasta e degli altri generi di prima necessità” attacca il finalmente redivivo Walter Veltroni.

Nel frattempo, il Governo ha provveduto alle emergenze del Paese? Roma, la città più insicura del mondo secondo i servizi del tg durante il ballottaggio Alemanno-Rutelli, è improvvisamente diventata un’oasi di sicurezza. Napoli è stata completamente ripulita dai rifiuti. Alitalia è stata salvata dalla tanto strombazzata (in campagna elettorale) cordata di imprenditori. 

E che dire del federalismo? L’I.c.i. era la tassa più federale che ci fosse (perchè il suo gettito restava nel territorio) ed è stata abolita per tutte le prime case (anche quelle dei nababbi, altro che Robin Hood - Tremonti…).

Dopo il “magnaccia” rivolto un paio di giorni fa al Cavaliere, Di Pietro non fa marcia indietro: “E’ il premier che si deve scusare con gli italiani anche perché non può fare telefonate al direttore della rete pubblica per cui noi paghiamo il canone per dire piazza questa, piazza quella”. E siccome di processi ce ne sono pochi (tanto che ne si vogliono bloccare alcuni), il presidente del Consiglio ha replicato dicendo ai suoi amici che Di Pietro “è un mascalzone”, mentre il suo avvocato difensore, nonché parlamentare del suo partito, Niccolò Ghedini, ha annunciato querele.

Come ha scritto in un editoriale su ‘Repubblica’ Eugenio Scalfari: “Berlusconi che traffica con un dirigente della Rai per collocare veline a lui ben note, favorisce quel medesimo dirigente per sue future iniziative private, negozia accordi collusivi tra Rai e Mediaset con dirigenti del servizio pubblico e perfino con un membro dell’Autorità di controllo delle comunicazioni e che infine usa alcuni di questi suoi poteri per convincere membri del Senato ad abbandonare la maggioranza e passare dalla sua parte, non ha dignità. Ma ne ha ancora di meno quando ritaglia la sua silhouette di imputato in una legge blocca-processi, che intaserà l’intero sistema giudiziario. Nel contempo manda avanti una legge che faccia da scudo alle quattro alte cariche dello Stato. Il tutto con la connivenza dei presidenti delle Camere i quali consentono che vengano inseriti emendamenti inaccettabili e inammissibili in testi di decreto approvati dal presidente della Repubblica”.

Intanto Vittorio Sgarbi è il nuovo sindaco di Salemi, centro agricolo in provincia di Trapani. E’ stato eletto al ballottaggio con il del 60,69% dei consensi. Come direbbe di Pietro: che c’azzecca?

(vignetta di Altan da l”Espresso’)

26
Giu

Berlusconi secondo il Financial times

Domenica 22 giugno, così scriveva, quasi trionfalmente, “Il Giornale”:

L’autorevole (quando i media parlano bene del nostro Presidente del Consiglio, sono sempre ‘autorevoli’) Financial Times approva Silvio Berlusconi e la norma «sospendi-processi». Ieri un editoriale del politologo Christopher Caldwell intitolato «L’Italia ha ragione a frenare i suoi giudici» ha fornito argomenti a favore della tutela del potere esecutivo nei confronti di quello giudiziario. Si tratta di un sostegno inaspettato per il presidente del Consiglio verso il quale la stampa economico-finanziaria anglosassone non ha nascosto mai la propria diffidenza o addirittura la propria ostilità…

Ma cosa ha determinato il cambio di rotta quando fino a 4 anni orsono i tormentati rapporti tra il premier e i magistrati venivano descritti come «un’ombra sul governo»? Sembrerà strano, ma la risposta più semplice è la più vera: la serena analisi dei fatti. In primo luogo, l’immunità parlamentare non è una legge ad personam, ma una norma che tutela gli elettori salvaguardando i loro rappresentanti. In secondo luogo, lo strapotere della magistratura nel selezionare la classe dirigente italiana dal 1993 in poi. In ultima istanza, il vasto consenso popolare attorno a Berlusconi e al suo «genio politico» legittimano l’azione di governo volta a indirizzare il lavoro dei magistrati verso i reati di allarme sociale piuttosto che in cause che si trascinano da anni. Questa è l’opinione che Christopher Caldwell ha espresso sul Financial Times…

Oggi, 26 giugno, il Corriere della Sera riporta un editoriale del giornale britannico:

… «Una volta di più, Berlusconi si concentra su se stesso e non sull’Italia». Il quotidiano finanziario britannico come sempre non risparmia le parole: «Guardare il suo nuovo governo in azione è un po’ come sedersi a rivedere un brutto film». Se è «troppo presto per dare giudizi netti», però «le ultime dimostrazioni già lasciano prevedere un altro horror show». Perchè «una volta di più il premier 71enne impiega gran parte della sua energia politica a proteggersi dalle pubbliche procure d’Italia».

Berlusconi «vuole far approvare una legge che sospenderebbe per un anno la maggior parte delle cause con una possibile pena superiore ai dieci anni» e sta anche «cercando di introdurre una legge che darebbe immunità alle massime autorità dello Stato, lui incluso». Ma tutto ciò «sarebbe di scarso interesse se il signor Berlusconi impiegasse la stessa energia a riformare la pigra economia italiana». Secondo il FT invece ci sono segni che potrebbe ripetere «i suoi peggiori errori, lasciar crescere fuori controllo i livelli del deficit e del debito», poichè «il governo ha presentato una finanziaria che vedrà salire il debito pubblico dall’1,9% del Pil nel 2007 al 2,5% nel 2008». L’Italia conclude il Financial Times «ha bisogno di un governo serio e responsabile. Berlusconi ieri ha detto che la magistratura lo ha sottoposto a un ’calvario’ senza fine. Ma l’unico “calvario” di questa storia è quello che sopporta l’Italia, che ha bisogno di un cambio di rotta estremo nelle sue sorti economiche e politiche».

Intanto, grazie a l’Espresso,  torna il caso Berlusconi-Saccà

26
Giu

Quanto ci costa avere fede…

E veniamo ad un altro problema, forse non pressante come altri, ma in tempi di ristrettezze economiche…

Fede (Emilio) costa agli italiani 350.000 euro al giorno. Dal primo gennaio 2006, con effetto retroattivo. La Corte di Giustizia Europea ha condannato l’Italia a una multa di circa 130 milioni di euro all’anno se Rete 4 non cederà a Europa 7 le frequenze che Testa d’Asfalto (Berlusconi) ha in concessione dallo Stato. Per l’Europa l’assegnazione delle frequenze in Italia non rispetta la libera prestazione dei servizi e non ha criteri di selezione obiettivi.
La sentenza europea è la terza a favore di Europa 7 dopo quelle della Corte Costituzionale e del Consiglio di Stato. Testa d’Asfalto toglie l’ICI, ma introduce il canone Fede. Non ci sono conflitti di interessi? Perchè gli italiani devono pagare per guardare Fido Bau ogni sera? Se il concessionario pubblico di tre reti nazionali Testa d’Asfalto non sposterà Rete 4 sul satellite gli italiani alla fine del suo prossimo glorioso quinquennio pagheranno circa UN MILIARDO di euro di multa considerando gli arretrati.
Testa d’Asfalto è un genio, oltre alla concessione pubblica, la pubblicità a pagamento su tre reti avute in eredità da Craxi, avrà anche il finanziamento pubblico. Il ministero delle Comunicazioni non c’è più. In realtà non c’era neppure prima. Gentiloni che potrà dedicarsi di più al tennis con Ermete invece di passare lunghi week end ad Arcore.
L’ Agcom con il supporto del PD e della Repubblica e della Finocchiaro e di Topo Gigio è impegnata a tempo pieno sul pericoloso Travaglio. Se pò fà. Con i nostri soldi se pò fà.
Per sapere quanto stiamo versando al Presidente del Consiglio per non applicare le sentenze su Rete 4 scaricate e diffondete il banner. E’ bello contribuire al successo economico di Testa d’Asfalto con le nostre tasse.

via| BeppeGrillo.it

26
Giu

effetto gnocca in Parlamento

«Avere un aspetto fisico gradevole non è un reato, una colpa, e non deve necessariamente precludere il dedicarsi alla politica, alla società e alle istituzioni». Parole del ministro Mara Carfagna.

Nulla da dire: volete paragonare la Turco e la Bindi con la Carfagna e la Prestigiacomo? Non c’è partita.

Tra le new entry del nuovo Governo Berlusconi spicca l’onorevole Fiorella Ceccacci Rubino (PDL): anche lei appartiene alla schiera delle donne dello spettacolo che popolano il parlamento (Carfagna, Carlucci, Gardini, e così via)

Una scelta dettata non solo dalla sua avvenenza ma anche dal suo curriculum: in particolare, spicca la sua partecipazione al film di Tinto Brass “Sono come tu mi vuoi“.

Ma perchè meravigliarsi? In fondo ci sono una settantina di parlamentari che, con la loro fedina penale, non potrebbero partecipare neanche ad un concorso pubblico. Per non parlare dello stesso presidente del Consiglio… E, quindi, basta ai facili luoghi comuni sulle attrici in parlamento! Ben vengano! Vista l’inconsistenza della nostra classe politica, almeno l’occhio è accontentato!

via | PocaCola Blog

25
Giu

Ormai l’opposizione è solo Di Pietro

Qualcuno pensava che l’ometto di Arcore stava cambiando. Non è così: dopo i proclami e le promesse, riecco spuntare le proposte di leggi ’su misura’. Dopo il bavaglio a magistrati e giornalisti (con le norme sulle intercettazioni) ora tocca garantire l’immunità alle alte cariche dello Stato (tra le quali figurano proprio ’soggetti a rischio processo’, i cui nomi sono ben noti).

Intanto Antonio Di Pietro chiede chiarimenti alla sua coalizione dopo che si sono “verificati due fatti gravi”:

il primo è nelle parole di Anna Finocchiaro (capogruppo dei senatori del Pd), che ha aperto al disegno di legge per la sospensione dei procedimenti per le più alte cariche dello Stato: “Nessuna pregiudiziale di principio sul cosiddetto lodo Schifani”.

L’altro è il no unanime della Giunta per le immunità alla richiesta di arresti domiciliari nei confronti di Nicola Di Girolamo, indagato per aver fornito dati falsi sulla sua residenza in Belgio per potersi candidare nelle liste riservate agli italiani all’estero.

“E’ incredibile”, ha detto il leader dell’Italia dei Valori, “che al Senato sia stata negata l’autorizzazione ad arrestare una persona che è diventata parlamentare dando false generalità, e questa autorizzazione è stata negata anche grazie ai compagni del Pd che hanno detto che bisogna arrestare solo per reati gravi. Per noi diventare parlamentare dichiarando false generalità è più grave che immigrare clandestinamente. Se può essere arrestato il clandestino, allora può essere arrestato anche l’altro”.

Di Pietro ha però definito “ancora più grave dire che sono d’accordo a fare una legge sull’immunità, anzi l’impunità, per Berlusconi” e conclude: “Se il Partito Democratico vuole fare da supporto a Berlusconi, noi non possiamo essere loro alleati. Si apre un problema delicatissimo sulle alleanze”.

Speriamo che anche gli altri aprano gli occhi.




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