Archivio per la categoria 'politica'



05
Giu

se il buon giorno si vede dal mattino …

Il nuovo Governo è in carica da appena un mese ma già si intravedono i suioi primi successi.

- L’immigrazione clandestina diventerà un reato e le nostre carceri potranno nuovamente ripopolarsi, magari per preparare un altro indulto.

- Via libera alla ‘giustizia fai da te’, aizzando l’intero Paese contro Rom, campi nomadi e extracomunitari in genere. D’altronde nell’Italia governata per un terzo dalla grande criminalità, che sovrintende il traffico di droga, di armi, di capitali, di esseri umani, l’estorsione, il controllo degli appalti e dei rifiuti, il problema che quotidianamente ci affligge sono proprio loro.

- L’Alitalia sembra aver risolto la sua crisi, grazie alla annunciata e sbandierata cordata italiana, pronta alla sua acquisizione.

- I rifiuti di Napoli cominciano magicamente a scomparire dalle strade.

- Via alle grandi opere: il ponte che collegherà Reggio Calabria a Messina è la priorità assoluta (ci sono interessi mafiosi in ballo, che cavolo!). Peccato solo per quel piccolissimo problema che la strada per arrivarci a Reggio Calabria sia un colabrodo…

- Le città sono diventate più sicure, se si esclude qualche incendio di campi rom, qualche aggressione razzista e un lieve rigurgito fascista, intollerante ed omofobico. Un piccolissimo passo indietro sul terreno dei diritti e della libertà.

- Si pensa di riaprire le porte al ’sempre più sicuro’ nucleare. E’ irrilevante il fatto che appena ieri si è verificato un piccolo incidentino in una centrale nucleare slovena (ad un centinaio di chilometri da Trieste): secondo uno studio, in caso di fuga, la contaminazione sarebbe più grave di Chernobyl.

- Pronto il rilancio dell’occupazione: un nuovo assunto ogni 8 pensionati nella Pubblica Amministrazione e le grandi aziende continuano a sfoltire (oggi Telecom ha annunciato 5.000 esuberi). Tanto l’Istat, che considera occupati anche chi lavora un mese l’anno con un misero contrattino a termine, continuerà a dirci che la disoccupazione è ai minimi storici.

- E’ evidente l’apprezzamento all’estero di questo ‘New Deal’: un plauso speciale ci è arrivato dalla Spagna, nostra partner comunitaria, alla quale abbiamo garbatamente risposto di farsi i ca…i suoi.

- E l’opposizione? Beh, quella fa ombra…

Maramotti su Corriere.it                                            Staino su Corriere.it

Staino su Corriere.it                                     Maramotti su Corriere.it

04
Giu

bionda e brunetta

28
Mag

Marco Travaglio: "balle spaziali"

“Volete farvi quattro risate? Leggete Francesco Alberoni - sociologo del nulla, scalatore delle discese, esperto dell’ovvio - sul Corriere di oggi. Sulla prima pagina del Corriere, dove una volta scriveva Pasolini; oggi Alberoni. Dice Alberoni: “Sono convinto che l’Italia si riprenderà rapidamente. Prima di quanto tutti credano. E si riprenderà perché finalmente ha riacquistato il senso della realtà. Oggi tutti chiedono sicurezza, vogliono i termovalorizzatori, trovano giusto che il capo del Governo si incontri con il capo dell’opposizione, condannano i minorenni che stuprano o uccidono le adolescenti - (prima invece eravamo tutti solidali con gli stupratori) - e accettano che un ministro proponga che i funzionari che non lavorano possano venire licenziati. I giornali e la televisione cominciano a descrivere oggettivamente i fatti di cronaca nera, di corruzione e di povertà, senza ubriacarci con cento pareri politico-ideologici”. - (È bastato che Berlusconi vincesse le elezioni, guardate quanti miracoli in due settimane) - “La gente può riflettere e giudicare con la sua testa, usare il suo buon senso. Naturalmente ci sono personaggi che non hanno ancora capito che la società è cambiata e si comportano come quei giapponesi che, a guerra finita, continuano a combattere. Ma spariranno.” Parola di Francesco Alberoni. Insomma, il titolo è “Il Paese sta riconquistando il senso della realtà”.
E vediamo subito qualche esempio di questo riconquistato senso della realtà. Per esempio l’abolizione dell’ICI. Che peraltro, per le case più modeste, era stata già abolita prima. Ma quelli che l’avevano abolita non ce lo avevano nemmeno raccontato, perché non sapevano comunicare. Bene, adesso l’hanno abolita anche per i ricchi e dicono di voler fare il federalismo fiscale. In realtà non c’è tassa più federale di una tassa comunale come l’ICI, che essendo basata sul patrimonio e non sul reddito, costringeva a pagare un po’ di tasse anche quelli che sul reddito evadono completamente o parzialmente. E soprattutto era il polmone che finanziava i comuni. Cioè era la tassa più federale che si potesse immaginare. I federalisti l’hanno cancellata e adesso ci diranno che vivremo tutti in un mondo migliore perché risparmieremo tutti un sacco di soldi. In realtà non è vero niente, perché se sparisce l’ICI si aprono voragini nei bilanci dei comuni. Il governo ha già detto che rimborserà i comuni dei mancati introiti dell’ICI e che cosa farà? Aumenterà altre tasse per ripianare. Cioè, non pagheremo più una tassa che si chiama ICI, ma ne pagheremo un’altra che si chiamerà “rimborso dell’ICI“. Al comune di Palermo, in questi giorni, hanno circa raddoppiato l’IRPEF e il comune di Palermo è una delle avanguardie di questo nuovo modo di fare il federalismo fiscale fregando la gente.
Detassazione degli straordinari. Altra grandissima conquista. E tutti ci credono. E tutti ne discutono. In realtà, come spiegava ieri Scalfari su Repubblica, ci sarà semplicemente uno spostamento nei salari dalla parte fissa alla parte variabile in modo da poter pagare e incassare, diciamo, nella quota che sarà detassata, e questo aumenterà l’elusione e l’evasione fiscale. In ogni caso la detassazione degli straordinari non riguarda gli statali, cioè per esempio le forze dell’ordine, che sono pagate pochissimo e che fanno un lavoro molto spesso difficile non avranno alcun beneficio. Inoltre non saranno coinvolte praticamente le donne, perché le donne di rado fanno straordinari. Non emergerà il nero, perché le aziende in nero continueranno a pagare in nero senza i contributi e senza pagare le tasse. Ci sarà un effetto che bloccherà ancora di più le assunzioni e farà ancora di più ricorso al precariato e agli straordinari di quelli che sono già assunti…

Altro annuncio che non ha nessuna attinenza con i fatti. Il grande risparmio che avremo con la rinegoziazione dei mutui. In realtà, come le associazioni dei consumatori hanno già dimostrato, tornare al tasso fisso del 2006 e rinegoziare i mutui non significherà che risparmieremo, significherà che pagheremo rate per più tempo e quindi alla fine il nostro mutuo ci costerà molto di più di quello che ci costa adesso. Le banche non fanno niente in perdita, quindi ci guadagneranno. Solo che pagheremo a lunga scadenza e non ce ne renderemo conto. Forse qualcuno si farà anche l’idea di avere risparmiato mentre gli viene prelevato qualche centinaio, migliaio di euro di più dalle tasche.
L’annuncio del nucleare: “Avremo quattro nuove centrali nucleari”. Nessuno fa caso al fatto che le avremo forse fra quindici anni, che quando nasceranno saranno già vecchie o morte perché useranno tecnologie di terza generazione mentre in tutto il mondo si sta già parlando della quarta generazione. Non si sa dove mettere le scorie. Perché noi le riforme le facciamo a costo zero, senza prevedere le conseguenze di quello che facciamo. Tutto ciò ammesso e non concesso che poi queste centrali nascano perché pare che costino circa 30 miliardi, che ci daranno un’energia costosissima e assolutamente fuori mercato e alla fine, se anche nascessero, coprirebbero il 7% del nostro fabbisogno energetico. Insomma, un altro annuncio buttato all’aria che tutti prendono sul serio, ma che probabilmente non si realizzerà.
È tutto finto. Tutto finto, come il ponte. Il Ponte sullo Stretto, che ancora una volta viene rilanciato per buttare un po’ di soldi in progettazione e in opere preparatorie e che poi non si sa nemmeno se starà in piedi, ma possiamo tranquillamente dirci - così inter nos - che il ponte non ci sarà mai. Servirà semplicemente a buttare dell’altro denaro pubblico. Del resto, a vincere l’appalto è stata l’Impregilo, quella che si è comportata così bene nel non smaltimento dei rifiuti a Napoli.
Infine, apoteosi della ricomparsa dei fatti, come ci racconta il professor Alberoni: il reato di clandestinità per gli immigrati, che dovrà garantire grande sicurezza ai cittadini italiani, perché finalmente adotterà la linea dura nei confronti di chi circola per l’Italia senza i documenti e il permesso di soggiorno. Non lo dico io, perché io sono un noto mascalzone, uno di quei giapponesi che sono destinati a sparire, secondo il prof. Alberoni. Ma lo dicono il professor Valerio Onida, che è l’ex presidente della Corte Costituzionale e, il giudice, procuratore aggiunto di Torino, Bruno Tinti, in un articolo che abbiamo pubblicato nel blog www.voglioscendere.it e in un altro articolo che oggi sta su La Stampa di Torino. Bene, che cosa dicono? Che il reato di clandestinità di cui tutti parlano, discutono, si accapigliano, si dividono, pro/contro, ecc. in realtà non esiste. È stato annunciato, ma nell’articolato di legge che è stato presentato da Maroni e dal governo Berlusconi non c’è il reato di clandestinità, cioè di permanenza clandestina in Italia. Ce n’è un altro che sembra la stessa la cosa ma è completamente diverso. Dice l’articolo incriminato: “Ingresso illegale nel territorio dello Stato. Lo straniero che fa ingresso nel territorio dello Stato in violazione delle disposizioni della legge Bossi-Fini è punito con la reclusione da 6 mesi a 4 anni e deve essere obbligatoriamente arrestato e processato per direttissima.” Intanto non sarà mai processato per direttissima perché per le direttissime nei tribunali sono intasate per reati ben più gravi, tipo spaccio di droga, tipo omicidi ecc. e poi soprattutto non prevede la presenza sul territorio. Prevede l’ingresso da uno Stato straniero all’Italia. Che cosa vuol dire l’ingresso? Che, o lo prendi mentre entra, l’immigrato, e allora non si vede per quale motivi lo devi arrestare e processare andando a intasare la macchina della giustizia: lo respingi direttamente alla frontiera. Basta la polizia. Basta la guardia di frontiera. Non c’è bisogno che intervengano la magistratura, gli avvocati, gli interpreti, i cancellieri, ecc. Se lo prendi mentre entra, lo rimandi indietro. Viceversa, se lo trovi già mezz’ora dopo che è entrato, come fai a sapere che è entrato dopo l’entrata in vigore di questa legge, e che quindi ha commesso il reato? Perché naturalmente il reato è nuovo e si applica solo da oggi in poi, non può essere applicato retroattivamente. Lui naturalmente non avendo un bollino di ingresso sulla pelle, per fortuna, potrà raccontare di essere entrato in Italia, un mese fa, 6 mesi fa, 2 anni fa, quando non era ancora reato entrare clandestinamente in Italia. E quindi che cosa succederà? Che non sarà né processato, né arrestato, né condannato. Semplicemente gli verrà detto di andarsene. Lui non se ne andrà perché o il Paese d’origine non lo vuole, visto che non si riesce a dimostrare che lui arrivi proprio da lì, oppure non se ne andrà perché gli dicono di andarsene e lui non ha i mezzi per pagarsi il biglietto aereo per tornarsene al suo Paese, dovrebbe pagarglielo una questura, o una prefettura ma come è noto non hanno i mezzo per finanziare tutti quelli che se ne devono andare. E quindi resterà qua a ingrossare le schiere dei clandestini che molto spesso sono semplici irregolari perché poi lavorano cono l’unica differenza che appunto sono al nero.
Ecco questo è un esempio tipico di come si fa a prendere in giro la gente raccontandole una cosa che non esiste ma dando degli annunci altisonanti usando delle parole molto feroci in modo che la gente si senta rassicurata. “Tolleranza zero”, “Reato di clandestinità”. Il reato di clandestinità non esiste. Esiste un reato impossibile da provare perché è difficilissimo prendere l’immigrato nel momento stesso in cui immigra nel nostro Paese. È l’effetto placebo per i gonzi, per coloro che non leggono le leggi ma ne parlano. E questo riguarda molti politici di destra e di sinistra che hanno esultato o che hanno maledetto questa legge senza mai andare a vedere che cosa succede. Lo hanno fatto l’ex presidente della Corte Costituzionale e il giudice Tinti e ne hanno ricavato l’impressione che non cambierà nulla se non aggravare un po’ la macchina della giustizia che è già al collasso. Berlusconi da questo punto di vista è un maestro. Lui ogni giorno prende un lepre e la lancia essendo sicuro che tutti andranno all’inseguimento della lepre senza rendersi conto che è un’ombra, che la lepre è un miraggio. È un incantesimo. E intanto lui ci guadagna anche se non risolve nessuno dei problemi. Ma continua a fare spot, continua a fare annunci e la gente, compreso il povero Alberoni, scambia lo spot per la realtà.
Ecco, se molti mi chiedono che cosa dobbiamo fare, che cosa possiamo fare: informarci. Quando uno si informa è molto più difficile prenderlo per il culo.”

via | beppegrillo.it

23
Mag

Torna il nucleare?

Il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola (quello che, essendo ministro dell’Interno, dette del ‘rompicoglioni’ all’appena ucciso Marco Biagi e fu costretto a dimettersi, per intenderci), annuncia raggiante: “Entro questa legislatura porremo la prima pietra per la costruzione nel nostro paese di un gruppo di centrali nucleari di nuova generazione”.

Personalmente non sono favorevole ad un ritorno al nucleare per una serie di ragioni, non ultima il fatto che il ritorno all’atomo vorrà dire abbandonare ogni altra alternativa che meriterebbe maggiore attenzione. Aggiungo che nel 2007, a livello globale, dal punto di vista dei nuovi impianti, l’eolico ha battuto il nucleare: l’anno scorso sono stati installati 20 mila megawatt di eolico contro 1,9 megawatt di energia prodotta dall’atomo. E’ un trend consolidato da anni e destinato, secondo le previsioni, a diventare ancora più netto nel prossimo quinquennio.

Non solo: per la prima volta l’eolico ha vinto la gara anche dal punto di vista dell’energia effettivamente prodotta. I due dati non coincidono perché le pale eoliche funzionano durante l’anno per un numero di ore inferiore a quello di impianto nucleare e dunque, a parità di potenza, producono meno elettricità.

La tendenza è consolidata anche negli Usa: il 30% di tutta la potenza elettrica installata durante il 2007 negli Staes viene dal vento e il dipartimento federale dell’energia prevede che entro il 2030 l’eolico raggiunga negli States una quota pari al 20 per cento dell’elettricità creando un’industria che, con l’indotto, darà lavoro a mezzo milione di persone. E’ un dato in linea con l’andamento di paesi europei come la Danimarca (21 per cento di elettricità dall’eolico), la Spagna (12 per cento), il Portogallo (9 per cento), la Germania (7 per cento).

In attesa della quarta generazione di reattori nucleari, che però deve ancora superare scogli teorici non trascurabili e non sarà pronta prima del 2030, le stime ufficiali prevedono una diminuzione del peso del nucleare nel mondo. La Iea (International Energy Agency) calcola che nel 2030 la quota di elettricità proveniente dall’atomo si ridurrà dall’attuale 16% (è il 6% dal punto di vista dell’energia totale) al 9-12%.

Penso anche al fatto che siamo il paese del sole (soprattutto per quanto riguarda il Meridione) e non riusciamo ad attuare una politica di diffusione dell’impiantistica solare. Se solo il governo Berlusconi 2 avesse dato degli incentivi per l’installazione di pannelli solari invece che per l’acquisto dei decoder per il digitale terrestre (volti ad agevolare soprattutto Mediaset Premium) ….

Aggiungo che venti anni fa, attraverso il referendum abrogativo, fu stabilito di fatto l’abbandono del ricorso all’energia nucleare come forma di approvvigionamento energetico, e di lì a qualche tempo le quattro centrali nucleari italiane (Trino Vercellese, Caorso, Latina e Garigliano) furono chiuse.

Secondo un sondaggio condotto dall’Ipr Marketing (per conto dei Verdi, a dir la verità) solo il 38% della popolazione al momento sarebbe favorevole alla apertura di centrali nucleari; percentuale, quest’ultima confermata anche da un sondaggio on line condotto da Repubblica (mentre nell’analogo sondaggio presente su corriere.it solo il 41% si pronuncia sfavorevolmente).

Penso che, quanto meno, la popolazione dovrebbe essere chiamata a pronunciarsi in materia. Ma con questo Governo, la vedo assai dura.

D’altronde è anche vero che lo strumento del referendum nel nostro paese è stato recentementeab-usato e conta sempre meno: non dimentichiamo che gli italiani votarono per l’eliminazione del ministero dell’agricoltura (peraltro non mi pareva una grande idea) e nacque il ministero delle politiche agricole; cosa analoga è accaduta col finanziamento pubblico ai partiti.

16
Mag

Travaglio contro Castelli

Battibecco tra il giornalista Marco Travaglio e il sottosegretario leghista alle Infrastrutture, Roberto Castelli, poco dopo l’inizio della trasmissione Annozero su Raidue. Travaglio ha citato esempi internazionali in cui la stampa ha contribuito a smascherare comportamenti scorretti da parte di politici: «In tutti questi casi non sono stati i giornalisti a scusarsi» ha sottolineato. «All’estero si usa così: i giornalisti si scusano quando fanno errori, ma se dicono la verità a scusarsi sono i politici».

Poi è intervenuto Castelli, che ha minacciato di querela Travaglio per aver scritto il giornalista che l’ex ministro della Giustizia era stato condannato. L’esponente leghista ha sostenuto di non essere mai stato condannato. a differenza dello stesso Travaglio.

«O Travaglio - ha insistito - mi chiede scusa e si dimette da giornalista, oppure sono costretto ad andare a intasare giustizia e a fare l’ennesima causa». «C’è una banda di giornalisti», ha detto Castelli, citando tra questi anche Gian Antonio Stella del Corsera, coautore del libro La Casta, «che ha scoperto una cosa interessante, e cioè a parlar male a prescindere dei politici si diventa ricchi. Va bene criticare i politici quando se lo meritano. Ma quando si sbaglia e si diffama una persona, magari si riconosca l’errore».

Libro (il suo) alla mano, Travaglio ha replicato che «la Corte dei Conti ha chiesto a Castelli la restituzione di oltre 98 mila euro» con l’ipotesi di abuso d’ufficio . «Non si è trattato di una condanna - ha replicato Castelli - bensì di una richiesta del procuratore della Corte dei Conti». Travaglio ha però ricordato che il procedimento è stato bloccato dal tribunale dei ministri, che non ha dato l’autorizzazione a procedere.

Qui potete vedere il meglio della trasmisione di ieri:

http://it.youtube.com/watch?v=2Pp4sSHlq9I

http://it.youtube.com/watch?v=nN_tut1SDcE

http://it.youtube.com/watch?v=lkSS1gq3h3c

Aggiungo, inoltre un articolo del giornale britannico Guardian che riprende la vicenda Travaglio - Schifani: qui c’è l’originale, mentre qui è disponibile la traduzione in italiano.

15
Mag

Dario Fo: "Contro Travaglio un’azione bipartisan"

 

A proposito della bufera esplosa in conseguenza delle parole di Travaglio da Fazio, mi viene in mente un commento di Gianni Rodari, col quale il poeta apre un suo testo:
“Le parole sono come pietre. - dice - Lanciate nello stagno producono cerchi concentrici che s’allontanano dai tonfi allargandosi fino alla riva. Quelle pietre hanno spaventato gli uccelli e i pesci che schizzano via… nessuno si cura delle rane e delle carpe colpite dai sassi. La parola muove l’acqua, creando scompiglio e sgomento. Se ne approfittano alcuni passanti che raccolgono veloci rane e pesci che galleggiano storditi.”
Assomiglia un po’ al cataclisma innescato da Travaglio l’altro giorno a ‘Che tempo che fa’.
I commenti tratti da un libro scritto da Marco insieme a Peter Gomez ed edito un mese fa, hanno sdegnato ed anche sconvolto gli inquilini dello stagno. Perfino alcuni pesci rossi, in verità un po’ sbiaditi, sono letteralmente guizzati fuori dall’acqua in una danza d’indignazione!
Ma che suono avevano quelle parole lanciate nella calma gora? E’ semplice….ricordavano amicizie e frequentazioni ambigue fra l’appena eletto Presidente del Senato, Renato Schifani, e alcuni figuri di capi cosca mafiosi. Ma attenti: lo Schifani (strana onomatopeica di un nome) non s’è gettato furente insieme ai suoi numerosi sostenitori contro il libro di prevedibile enorme tiratura, ma contro le parole dette attraverso un mezzo - la televisione - che normalmente si occupa di giochi per famiglie, concorsi fra giovani disposti a esibire cosce e glutei, telegiornali disinformanti, vacui e noiosi…. Sta qui lo scandalo! In quella stessa acqua incolore, le pietre scagliate hanno prodotto un’eco insopportabile.
Tant’è che Renzo Lusetti della Margherita, partito Democratico, ha urlato: “….il direttore generale Rai, Cappon, deve prendere provvedimenti concreti, cioè a dire sanzioni, interdizioni dal video….” E poi aggiunge disperato “Purtroppo la Rai non si decide mai”.
S’indigna Luigi Bobba del Pd: “La televisione che fa Santoro con Travaglio è come un format (cioè a dire roba tipo Grande Fratello): essa estremizza solo un punto di vista (cioè ‘Chi è quel mafioso? Che ci fa Schifani con lui?’) Si vuole dimostrare una tesi, poi si monta il materiale. Risultato: danni anche politici.”
Bella questa del format! Cioè chi preconfeziona un discorso e lo avalla con delle prove è un indegno mestatore!
Da cui si evince che tutti i grandi scrittori, poeti, registi di questo mondo sono manipolatori infami, furbacchioni abietti…. a partire da Dante, che scriveva pure in rima!
E’ un esercito di protestatori offesi da sinistra al centrosinistra, a destra un po’ a sinistra, a destra senza sinistra fino ai fasci littorio ante litteram.
Infatti alle parole di Travaglio s’è indignato perfino Ciarrapico: cinque processi, cinque condanne, oggi senatore del Popolo delle Libertà.
Ma attenti, non c’è di che farci troppo sollazzo satirico. Questo schizzare di indignati prelude a un’azione questa volta sì preconfezionata e terribile. Bipartisan.
Finalmente destra e sinistra si ritrovano coinvolte dentro a una medesima cultura: quella dell’insofferenza verso la satira e la denuncia di ogni illecito.
Qui fate attenzione, non si tratta di occasionali esternazioni prodotte da un fastidioso ronzare contestatorio…. Qui, per la prima volta, dentro tutto o quasi l’arco politico del nostro Paese si è deciso di imporre il silenzio, la pace dello spirito e soprattutto delle idee.
“Basta con l’antipolitica” come ripetono gli eletti dello stagno e le rane sopravvissute all’ultimo conflitto “eliminiamo i mestatori”.
Come dice la canzone: “Silenzio. Zitti e basta di gracchiare!” Si chiude. Piantatela con le denunce non controllate, le inchieste sopra le costruzioni abusive, le accuse di appalti truccati, con concorsi dove i vincenti sono già stabiliti. Smettiamola di eccitare gli animi, soprattutto le menti dei giovani e dei pensionati, a costo di annullare qualche garanzia di libertà e persino di democrazia.
In poche parole, interriamo lo stagno. Sabbia, per favore! Via le rane, pesci e uccelli. Guai a chi gracchia e rompe il silenzio di chi governa unito.

via | Dariofo.it

12
Mag

il nuovo governo

Pronto il nuovo governo di ‘nani e ballerine’. Questo video dell’utente ‘marcotoselli’ rende bene l’idea.

“Non è la squadra che Berlusconi sognava ma è quella necessaria per durare cinque anni. Agli interni Maroni, come nel 2004. Youtube lo ricorda come colui che nel 1996 tentò di mordere la caviglia di un poliziotto che doveva perquisire la sede legista di via Bellerio a Milano. Agli Esteri Frattini. YouTube si ricorda anche di lui, è quello censurato dall’Unione europea per le sue esternazioni contro il libero movimento delle persone nella Ue. A lui il compito ora di tenere alto il nome di Berlusconi all’Estero. Altro noto ministro: Tremonti. Già ministro dell’Economia del quale Fini chiese la testa per aver presentato conti falsi all’Unione europea” …

Aggiungo tal Angelino Alfano, neo ministro della Giustizia, di cui è noto soltanto che è stato segretario di Berlusconi: magari potrà dargli una mano nelle vicende giudiziarie. Ma è possibile che alla Giustizia non si possa avere un ministro competente? Prima l’ingegner Castelli, poi Mastella (stendiamo un velo pietoso) ora questo illustre semisconosciuto.

Riguardo la presenza femminile tra i ministri, Berlusconi conferma di non ritenerla una cosa prioritaria. E viste le scelte effettuate, forse la cosa non è neanche un male:  la Prestigiacomo all’Ambiente, ad esempio, mi fa decisamente paura (non meno di Bossi alle Riforme, ma è anche vero che veniamo da una gestione non esemplare come quella di Pecoraro Scanio).

Se non altro guadagnamo qualcosa dal punto di vista estetico, anche grazie all’onorevole dottoressa Mara Carfagna, soubrette-ministro che anche dalla Germania della Merkel sembra ci invidino, rimandando a ripetizione i video delle sue migliori performance da ballerina (?)…

P.S. : avete notato che si parla molto meno del problema dei rifiuti in Campania? Eppure non mi risulta che si siano volatilizzati…

11
Mag

Il PDL contro Fazio e travaglio

Il Pdl si schiera contro la trasmissione di Fazio e Marco Travaglio. Il giornalista, magari esagerando un  pò nella forma, aveva attaccato il presidente del Senato, Renato Schifani, durante la trasmissione «Che tempo che fa» dello scorso sabato.

Spiega Travaglio: «Ho solo citato un fatto scritto già nel mio libro e in quello di Lirio Abbate, giornalista dell’Ansa minacciato dalla mafia e cioè che Schifani aveva avuto rapporti con persone poi condannate per mafia. È agli atti societari della Sicula Brokers fondata da lui, Enrico La Loggia, Mino Mandalà, condannato come boss mafioso, e Benny D’Agostino, condannato per concorso esterno. O si chiede conto a Schifani di questo o non si celebra Abbate come giornalista antimafia». «E poi, — continua — a Fazio ho spiegato che se dopo De Nicola, Pertini e Fanfani, ci ritroviamo con Schifani sono terrorizzato dal dopo: le uniche forme residue di vita sono il lombrico e la muffa. Anzi, la muffa no perché è molto utile».

19
Apr

il mitra di Silvio

Faccia a faccia informale a Villa Certosa: Berlusconi difende l’ “amico Vladimir”, a suo modo.
Una giornalista russa, che aveva rivolto a Putin una domanda sulla sua vita privata, si è vista anticipare la risposta dal nostro prossimo premier. Che le ha mimato contro un mitra.

Peccato che in Russia negli ultimi dieci anni sono morti più di 200 giornalisti e non si sono mai trovati gli assassini.

Se il buongiorno si vede dal mattino, credo che all’estero avranno di nuovo tanti motivi per ridere…

19
Apr

vignette

Staino (da unita.it)

Maramotti (da unita.it)

Maramotti (da unita.it)                                           Vauro (da ‘Anno Zero’, rai2)




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