Archivio per la categoria 'cinema'

23
Apr

Un giro di Walter (chiari)

Davvero bello il ricordo tributato da Giovanni Minoli a Walter Chiari, nella trasmissione notturna di Rai2,  ‘La storia siamo noi’.

Da campione di boxe a campione di risate, diventa il primo divo italiano internazionale, famoso anche per la sua vita piena di love story da prima pagina.

Alla fine degli anni ‘50 è la nuova stella del sabato sera, il re delle improvvisazioni. Dopo la rivista, il musical, il teatro e la televisione, arriva anche il cinema.

In particolare, ricordo due film che lo vedevano protagonista e mi hanno colpito particolarmente: “Il giovedì” e “Io, io, io… e gli altri”.

Dopo l’esperienza del carcere (una questione di droga), inizia il suo declino.

Nel dicembre del 1991, qualche giorno prima del natale, viene colto da un infarto nel lussuoso appartamento di un residence milanese: seduto in poltrona, davanti alla tv, con gli occhiali ancora sul naso e la testa appena reclinata.

Avrebbe voluto questo epitaffio: “Non vi preoccupate, è tutto sonno arretrato”.

A suo modo, un grande.

07
Gen

I film e telefilm più scaricati dalla rete

Ecco i più scaricati dalla rete secondo un’indagine elaborata da BigChampagne Online Media Measurement, azienda americana che analizza i trend dei consumatori nell’uso dei media digitali. I primi 10 film:

1. Resident Evil: Extinction
2. Pirates of The Caribbean: At World’s End
3. I Now Pronounce You Chuck & Larry (Vi dichiaro marito e marito)
4. Ratatouille
5. Superbad
6. Beowulf
7. Transformers
8. American Gangster
9. Harry Potter and the Order of the Phoenix
10. Stardust

Le prime 10 serie TV:

1. Heroes
2. Prison Break
3. Top Gear
4. Smallville
5. Desperate Housewives
6. House, M.D.
7. Lost
8. Grey’s Anatomy
9. 24
10. Dexter

17
Dic

Umberto D.

Ho visto su Iris, il nuovo canale free presente sul digitale terrestre, ‘Umberto D.’

E’ un film del 1952, scritto e sceneggiato da Cesare Zavattini e magistralmente diretto da Vittorio De Sica.

Il film si apre con una sequenza girata nel centro di Roma: c’è un corteo di pensionati con cartelli che recitano: “Aumentate le pensioni. Abbiamo lavorato tutta una vita” (evidentemente le manifestazioni di piazza e i malcontenti erano già diffusi all’epoca). Il corteo viene fatto sgomberare dalla polizia. Alcuni vecchi inseguiti, si nascondono nell’atrio di un edificio. Qui il protagonista si presenta: si chiama Umberto Domenico Ferrari, ha lavorato per 30 anni come funzionario al ministero dei lavori pubblici, e non ce la fa a tirare a campare con la sua misera pensione di 18 mila lire al mese.

Molti i personaggi in cui si imbatte: polizia, vecchi pensionati, barboni, la padrona di casa che lo vuole sfrattare, i suoi ex colleghi, i portantini, i medici, la suora. Quasi tutti sembrano sordi alle emozioni: un’umanità cinica, in cui ognuno pensa a sé stesso e non c’è spazio per affetti, pietà, amicizia.

Assistiamo al dramma di un uomo che ha lavorato tutta una vita onestamente ed ora, solo, si trova ad avere problemi economici, ma continua a mantenere un’estrema dignità. Tant’è che prova finanche a chiedere l’elemosina, ma non ci riesce.

Unico amico e compagno è Flick, un bastardino che alla fine lo salva dal suo tentativo di suicidio e con cui si incammina verso un futuro ignoto.

Unici gesti e parole di conforto sono quelle di Maria, la cameriera della sua padrona di casa, che aspetta un bambino da un militare che la lascerà. Verso lei Umberto mostra un timido e riservato affetto.

Unico piccolo gesto di aiuto quello di un vicino di letto in ospedale (nel quale cerca di restare il più possibile). 

Il resto dell’umanità vive la sua vita cinicamente. Anche quando gli sguardi si posano su di lui, subito si ritraggono in preda ad egoismo che cela la paura. I gesti d’amore non sono contemplati in quella società, tutta concentrata su sé stessa, sui propri interessi.

Carlo Battisti, che interpreta Umberto D., in realtà non era un attore professionista ma un settantenne professore di glottologia all’Università di Firenze.

Lodata da buona parte della critica, quest’opera di De Sica è stata una delle meno comprese dal pubblico. In realtà è uno dei film più belli sulla vecchiaia e la solitudine che abbia mai visto. Quando uscì nelle sale, incontrò non pochi ostacoli: come con il precedente ‘Ladri di biciclette’ fu accusato di mostrare la realtà con drammatico realismo e questo, soprattutto ad una certa classe politica e benpensante di allora, non piaceva.

Giulio Andreotti, all’epoca Sottosegretario allo spettacolo, scrisse: «Se è vero che il male si può combattere anche mettendone a nudo gli aspetti più crudi, è pur vero che se nel mondo si sarà indotti - erroneamente - a ritenere che quella di Umberto D. è l’Italia della metà del ventesimo secolo, De Sica avrà reso un pessimo servizio alla sua patria, che è anche la patria di Don Bosco … e di una progredita legislazione sociale».

Per la serie: laviamo i panni sporchi in famiglia…

11
Nov

Giorni e nuvole: Soldini e il dramma del precariato

Un film molto bello e coinvolgente, il migliore tra quelli che ho visto quest’anno. Mi ha commosso anche perchè mi sono riconosciuto, in parte, nel protagonista.

La storia: Michele (Antonio Albanese) perde il lavoro ed è decisamente impreparato ad affrontare il suo nuovo status. Quello che possiede (la casa e qualche risparmio) gli permette di mantenere, almeno per un po’, il vecchio e alto tenore di vita. Per due mesi nasconde l’estromissione dalla ditta perfino alla moglie Elsa (Margherita Buy), tardiva neo-laureata in Storia dell’Arte, che lavora gratuitamente al recupero di un affresco attribuito al Boniforti.
I due, a quarant’anni, si confronteranno drammaticamente col mutato mercato del lavoro. Ma lo faranno in maniera diversa: se lui annaspa nei suoi tentativi di trovare una nuova occupazione, in bilico tra orgoglio e autocommiserazione, incapace di rimettere in discussione le proprie certezze, lei dimostra maggior realismo e cerca di ingegnarsi come può, andando a lavorare anche in un call-center e recuperando un’autonomia che la renderà più forte. Michele scivolerà lentamente in un preoccupante stato di abulia, che finirà per minare i rapporti con la moglie e con la figlia Alice.
Nel finale (forse un pò enfatico), capiranno insieme, distesi a contemplare l’affresco del Boniforti, che è l’amore (e non il lavoro) a “produrre” valore e realizzazione personale.

 

Il precariato non è un tema inedito, ma il regista Soldini analizza in particolar modo le ripercussioni sociali conseguenti la nuova realtà che la coppia si trova improvvisamente a dover affrontare: la perdita dell’impiego porta Michele ed Elsa a chiudersi rispetto ai vecchi amici, a vivere da estranei nell’appartamento cui sono costretti a trasferirsi dopo la vendita della loro bella casa, ad inventarsi una nuova vita costellata di incertezze.  Molto misurato Antonio Albanese, uno degli attori più versatili del nostro cinema, ben supportato dalla Buy, mai così caratteriale e bella, con la quale forma una coppia molto credibile. E bravi i tanti ottimi comprimari, tra i quali spiccano Paolo Sassanelli e Giuseppe Battiston.

24
Ott

La ragazza del lago

 

 

 

 

 

 

 

Esordio alla regia col botto per l’ex assistente di Nanni Moretti. Un bel noir con quello che viene ritenuto il miglior attore italiano: Toni Servillo. Senza nulla togliere al bravo Zingaretti, avrei voluto vederlo nei panni di Montalbano.

16
Ott

OnLineCinema.org

Se siete appassionati di cinema e conoscete bene l’inglese, questo è il sito che fa per voi: http://www.onlinecinema.org/.

11
Lug

La ricerca della felicità

La ricerca della felicità
Ho visto questo film in dvd e ve lo consiglio: il miglior Muccino e un grande, grandissimo Will Smith.




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