9 Febbraio, 2009...9:24 pm

Eluana

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L’interruzione di procedure mediche sproporzionate rispetto ai risultati attesi può essere legittima. In tal caso si ha la rinuncia all’accanimento terapeutico. Le decisioni vanno prese dal paziente o da coloro che ne hanno legalmente il diritto.

Catechismo della Chiesa cattolica, articolo 2278

2 Commenti

  • Ciao Giulio. Non mi sono fatto ancora una mia opinione riguardo a questo caso.

    Quello che dici è vero, ed è anche il punto cruciale del problema. Ma l’alimentazione è terapia?

    Ciao

  • Caro Davide, premesso che non sono cattolico ma agnostico, il mio parere è che questa povera donna, costretta a un’agonia di 17 anni, è stata usata dalla destra contro il diritto e contro la sua famiglia.
    Per il nanerottolo di Arcore, Eluana avrebbe potuto anche “generare un figlio…Sono due culture che si confrontano: c’e’ da un lato la cultura della liberta’ e della vita e dall’altro quello dello statalismo e della morte…Noi siamo per la cultura della vita”. E ancora: “il padre non ha avuto nessun gravame, sono state le generose suore che hanno provveduto e vogliono continuare a provvedere a Eluana…”.
    Le stesse persone che hanno cercato di infliggere al corpo di Eluana altri anni di accanimento terapeutico, qualche settimana fa hanno fatto passare norme che priveranno migliaia di immigrati delle cure mediche indispensabili.
    E che dire della raccapricciante ingerenza del governo nella vita di un privato cittadino a smentire una sentenza a lui favorevole? La Giustizia ha irrevocabilmente sentenziato in assenza di una legge, in base a varie sentenze della Cassazione e al principio costituzionale secondo cui nessuno può subire trattamenti sanitari indesiderati. In uno Stato liberale di diritto, nessuno avrebbe potuto interferire. Invece s’è tentato di tutto: dai decreti ai disegni di legge (che ora non sono più urgenti) alle ispezioni ministeriali, alle minacce.


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