Non so cosa ne pensate voi della diffusione dei redditi sul web.
In un primo momento non l’ho trovata una grande idea: ho pensato soprattutto al rischio che le informazioni possano essere usate da male intenzionati per richieste di ricatti e sequestri di persona o all’invidia sociale che inevitabilmente scaturisce dal confronto del proprio reddito con quello di amici e conoscenti.
Ma poi ci ho riflettuto un pò su: indubbiamente, delle controindicazioni ci sono, ma siamo sicuri che sono più scandalose delle bugie di liberi professionisti da mille euro al mese, di commercianti con ville e Suv, ma nullatenenti, e degli imprenditori che guadagnerebbero meno dei propri dipendenti, come ogni anno ci raccontano le italiche dichiarazioni dei redditi?
Forse occorre pensare che, in fondo, l’elenco dei contribuenti presente sul web riguarda tutti, senza sconti o deroghe: si guarda ma si è anche guardati, si è ‘controllori’ ma anche ‘controllati’. Non è forse questa una forma di democrazia?
E ricordare che viviamo in un Paese dove si evadono 200 miliardi di euro l’anno, dove almeno (sono solo stime e pure prudenti) trenta italiani su cento non pagano le tasse. Compiendo, al di là delle problematiche economico-contabili che ne conseguono, un gesto ‘antisociale’: usano strade, scuole, ospedali, e tutti gli altri servizi in genere, costruiti ed erogati col denaro degli altri. Protetti dalla cosiddetta ‘privacy’.
Una buona notizia, frutto di quel poco di liberalizzazioni che il governo Prodi è riuscito ad approvare, quello nel settore farmaceutico: d’ora in poi, sarà possibile acquistare l’aspirina a soli due euro. A produrre il farmaco a prezzi contenuti sarà la Coop che da metà maggio venderà con il proprio marchio l’acido acetilsalicilico e l’acido ascorbico (nota come aspirina C).





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