Su Internet parlano male di voi e la cosa non vi va giù? La soluzione è offerta da alcune società specializzate nella “ripulitura online’: come le londinesi “Tiger Two” e “Distilled” o la californiana “Reputation Defender”. Questi ripulitori di reputazione non possono cancellare i siti che vi calunniano ma, dietro lauto compenso, creano link positivi del cliente che vanno a sovrapporsi agli attacchi che la persona in questione si vede piovere addosso.
In teoria, i siti web che pubblicano materiale diffamatorio possono essere denunciati, ma spesso è difficile risalire al vero responsabile e con almeno un miliardo di ricerche effettuate ogni giorno su Google, è assai arduo che una persona possa controllare quanto viene scritto sul suo conto.
Forse non è casuale che provando a digitare il nome di Kate Moss su Google, prima di arrivare allo scandalo cocaina del 2005 bisogna sfogliare tre pagine (l’articolo del Mirror è all’inizio della quarta): perché prima del suddetto link ce ne sono decine assai più lusinghieri.
Sarebbe ottimo per i nostri politici, no?



Già lo fanno, infatti tanto per fare un esempio banale basta guardare la pagina wikipedia di Berlusconi
perfetto sarebbe… -.-
Tutto si può (e si dovrebbe) dire del Cavaliere Mascarato, salvo che non sia un marpione, al passo con i tempi…
Concordo pienamente sulla NECESSITà di monitorare la propria reputazione nel web, e aggiungo che non solo i politici dovrebbero occuparsene tra cui, in primis, le aziende italiane. Ma perchè per gestire la propria reputazione nel web dobbiamo affidarci a società straniere che probabilmente non sono sensibili alla nostra identità nazionale? Esistono infatti molte altre società italiane specializzate in questo campo, come ad esempio il Reputation Guardian. Voi cosa ne pensate?