Su Internet parlano male di voi e la cosa non vi va giù? La soluzione è offerta da alcune società specializzate nella “ripulitura online’: come le londinesi “Tiger Two” e “Distilled” o la californiana “Reputation Defender”. Questi ripulitori di reputazione non possono cancellare i siti che vi calunniano ma, dietro lauto compenso, creano link positivi del cliente che vanno a sovrapporsi agli attacchi che la persona in questione si vede piovere addosso.
In teoria, i siti web che pubblicano materiale diffamatorio possono essere denunciati, ma spesso è difficile risalire al vero responsabile e con almeno un miliardo di ricerche effettuate ogni giorno su Google, è assai arduo che una persona possa controllare quanto viene scritto sul suo conto.
Forse non è casuale che provando a digitare il nome di Kate Moss su Google, prima di arrivare allo scandalo cocaina del 2005 bisogna sfogliare tre pagine (l’articolo del Mirror è all’inizio della quarta): perché prima del suddetto link ce ne sono decine assai più lusinghieri.
Sarebbe ottimo per i nostri politici, no?





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