18
Gen
08

Cose italiane

In quale altro Paese un ministro annuncia la sua intenzione di dimettersi (era ora!) mentre un altro ministro (Chiti) che gli sta accanto parla al telefonino?

Dove si è mai visto un ministro della Giustizia che sapendo di essere indagato fa trasferire il magistrato ‘troppo curioso’? E che, prima di ‘lasciare’, attacca la Magistratura sotto gli applausi scroscianti degli ‘onorevoli’ di entrambi gli schieramenti (con l’eccezione di quelli dell’’Italia dei Valori e il PDCI), forse solidali perchè convinti di poter fare la stessa fine?

E che dire di un presidente del Consiglio Regionale (la signora Mastella) che continua ad esercitare il suo ufficio dal salotto della villa di Ceppaloni, perchè agli arresti domicliari?

Come ha detto giustamente Marco Travaglio,

la casta (sempre più simile a una cosca) ha già deciso che le accuse - che nessuno conosce - sono infondate e gli arrestati sono tutti innocenti. A prescindere. Nessuno, tranne Alfredo Mantovano di An, s’è domandato come facesse il ministro della Giustizia a sapere che sua moglie sarebbe stata arrestata e a presentarsi a metà mattina alla Camera con un bel discorso scritto, con tanto di citazioni di Fedro: insomma, com’è che gli arresti vengono annunciati ore prima di essere eseguiti? E perché gli arrestandi non sono stati prelevati all’alba, per evitare il rischio che qualcuno si desse alla fuga? Anche stavolta, la fuga di notizie è servita agli indagati, non ai magistrati. E, naturalmente, al cosiddetto ministro.

Il vicepresidente del Csm Nicola Mancino, anziché aprire una pratica a tutela dei giudici aggrediti dal ministro, ha subito assicurato “solidarietà umana” al ministro e ai suoi cari (dobbiamo prepararci al trasferimento dei procuratori e del gip di Santa Maria Capua Vetere, sulla scia di quanto sta accadendo per De Magistris e Forleo?). Il senatore ambidestro Lamberto Dini ha colto l’occasione per denunciare un “fatto sconvolgente: i magistrati se la prendono con le nostre mogli” (la sua, Donatella, avendo fatto fallimento con certe sue società, è stata addirittura condannata a 2 anni e mezzo per bancarotta fraudolenta, pena interamente indultata grazie anche a Mastella). Insomma, è l’ennesimo attacco ai valori della famiglia tradizionale fondata sul matrimonio: dopo l’immunità parlamentare, occorre una bella immunità parentale…

E adesso che ci aspetta? Sempre meglio che continui a governare quest’Armata Brancaleone o dobbiamo risorbirci Silvio, Pierferdi, Gianfranco & gli altri clowns?


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