La percentuale di maschi laureati dai 25 ai 64 anni in Italia è esattamente la metà della media europea: 11,6% contro il 23,2%, il dato più basso di tutta l’Unione. A certificarlo, basandosi sull’Indagine europea sul lavoro del 2005, è Eurostat. L’agenzia statistica della comunità europea segnala inoltre che le cose non vanno molto meglio per le donne: nel loro caso la percentuale di laureate è del 12,8%, rispetto ad una media comunitaria del 22,7%. (fonte: corriere.it)
Mi domando: qual’è l’utilità della laurea per un ragazzo (o per una ragazza) se poi deve utilizzarla per lavorare in un call center, fare il venditore o comunque per aspirare ad un lavoro (spesso precario) per il quale il titolo di studio non c’entra nulla?





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