Archivia per 17 Dicembre 2007

17
Dic

Francesco Renga: ‘Dimmi’ (live)

La migliore canzone del nuovo album di Francesco Renga, ‘Ferro e cartone’.


Cammini piano, cammini come puoi sulle domande che ora ti fai
ed hai paura che le risposte siano più vicine
E tra le cose che non sai, forse è la più grande che non mi dirai:
dove te ne andrai, quando partirai?
Parlami del tempo che passa, di quello che resta,
dei ricordi e della chiave nascosta, dei sogni che hai, dimmi…
Cammini piano sopra le verità; che dici lento,
come chi sa che non ha il tempo per dirle ancora, un’ultima volta
ho visto le tue lacrime mentre ti gridavo voglio andarmene,
e adesso che sei qui cerchi le mie mani
Parlami del tempo che passa, di quello che resta,
dei ricordi e della chiave nascosta, dei sogni che hai
di quando c’era lei nei giorni tuoi, ora che i giorni non passano mai,
e l’hai trovato poi il senso di questo vagare, dimmi?
Dimmi, l’hai capito poi il senso di questo vagare, dimmi?

17
Dic

Umberto D.

Ho visto su Iris, il nuovo canale free presente sul digitale terrestre, ‘Umberto D.’

E’ un film del 1952, scritto e sceneggiato da Cesare Zavattini e magistralmente diretto da Vittorio De Sica.

Il film si apre con una sequenza girata nel centro di Roma: c’è un corteo di pensionati con cartelli che recitano: “Aumentate le pensioni. Abbiamo lavorato tutta una vita” (evidentemente le manifestazioni di piazza e i malcontenti erano già diffusi all’epoca). Il corteo viene fatto sgomberare dalla polizia. Alcuni vecchi inseguiti, si nascondono nell’atrio di un edificio. Qui il protagonista si presenta: si chiama Umberto Domenico Ferrari, ha lavorato per 30 anni come funzionario al ministero dei lavori pubblici, e non ce la fa a tirare a campare con la sua misera pensione di 18 mila lire al mese.

Molti i personaggi in cui si imbatte: polizia, vecchi pensionati, barboni, la padrona di casa che lo vuole sfrattare, i suoi ex colleghi, i portantini, i medici, la suora. Quasi tutti sembrano sordi alle emozioni: un’umanità cinica, in cui ognuno pensa a sé stesso e non c’è spazio per affetti, pietà, amicizia.

Assistiamo al dramma di un uomo che ha lavorato tutta una vita onestamente ed ora, solo, si trova ad avere problemi economici, ma continua a mantenere un’estrema dignità. Tant’è che prova finanche a chiedere l’elemosina, ma non ci riesce.

Unico amico e compagno è Flick, un bastardino che alla fine lo salva dal suo tentativo di suicidio e con cui si incammina verso un futuro ignoto.

Unici gesti e parole di conforto sono quelle di Maria, la cameriera della sua padrona di casa, che aspetta un bambino da un militare che la lascerà. Verso lei Umberto mostra un timido e riservato affetto.

Unico piccolo gesto di aiuto quello di un vicino di letto in ospedale (nel quale cerca di restare il più possibile). 

Il resto dell’umanità vive la sua vita cinicamente. Anche quando gli sguardi si posano su di lui, subito si ritraggono in preda ad egoismo che cela la paura. I gesti d’amore non sono contemplati in quella società, tutta concentrata su sé stessa, sui propri interessi.

Carlo Battisti, che interpreta Umberto D., in realtà non era un attore professionista ma un settantenne professore di glottologia all’Università di Firenze.

Lodata da buona parte della critica, quest’opera di De Sica è stata una delle meno comprese dal pubblico. In realtà è uno dei film più belli sulla vecchiaia e la solitudine che abbia mai visto. Quando uscì nelle sale, incontrò non pochi ostacoli: come con il precedente ‘Ladri di biciclette’ fu accusato di mostrare la realtà con drammatico realismo e questo, soprattutto ad una certa classe politica e benpensante di allora, non piaceva.

Giulio Andreotti, all’epoca Sottosegretario allo spettacolo, scrisse: «Se è vero che il male si può combattere anche mettendone a nudo gli aspetti più crudi, è pur vero che se nel mondo si sarà indotti - erroneamente - a ritenere che quella di Umberto D. è l’Italia della metà del ventesimo secolo, De Sica avrà reso un pessimo servizio alla sua patria, che è anche la patria di Don Bosco … e di una progredita legislazione sociale».

Per la serie: laviamo i panni sporchi in famiglia…

17
Dic

Zucchero ‘Sugar’ Fornaciari: ‘Wonderful Life’ (by Kal Karman)

Un video molto bello (dove protagonista è la gente comune, in età via via crescente) di una canzone altrettanto bella reinterpretata da Zucchero (la versione originale era di Black). Per dire che, nonostante tutto, ‘it’s a wonderful life’.

Here I go out to sea again
The sunshine fills my hair
And dreams hang in the air
Gulls in the sky and in my blue eye
You know it feels unfair
There’s magic everywhere
Look at me standing
Here on my own again
Up straight in the sunshine
No need to run and hide
It’s a wonderful, wonderful life
No need to laugh and cry
It’s a wonderful, wonderful life
The sun’s in your eyes, the heat is in your hair
They seem to hate you
Because you’re there
And I need a friend, oh I need a friend
To make me happy
Not stand here on my own




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