Archivia per 7 Dicembre 2007

07
Dic

E la Sicilia diventa ‘padana’

La storia ha tutto il sapore di una barzelletta, ma purtroppo non è una boutade.

La Sicilia deve stilare un proprio piano ambientale e ci sono fior di professionisti pronti e pagati profumatamente per farlo: per l’attuazione di alcune parti dell’elaborato sono state siglate due convenzioni, per la cifra di 75 mila euro ciascuna, con le Università di Palermo e Messina, che risultano tra i redattori del piano stesso, insieme a funzionari dell’Arpa e professionisti esterni.
Ma pechè perdere tempo ad elaborare un nuovo Piano quando ci si può più semplice ‘ispirare’ a quello già predisposto da qualche altra regione?.

Ed ecco che al Consiglio Regionale decidono con un vero e proprio ‘copia-incolla’ di adottare il piano ambientale del Veneto. In fondo, si dicono, basta sostituire ‘Veneto’ con ‘Sicilia’ e ‘veneto’ con ’siciliano’.

Cosicchè, nel piano siciliano si fa riferimento ad una regione ‘padana’, caratterizzata da un ‘eccessivo uso del riscaldamento domestico in relazione al rigido clima’, ‘piste ciclabili lungo gli argini dei fiumi e dei canali presenti nei centri storici dei comuni siciliani’, ‘comunità montane’ (in Sicilia non ce ne sono).
Che dire poi della conversione statutaria della Regione Siciliana, che da regione a statuto speciale retta da una Assemblea Regionale, viene declassata a regione a statuto ordinario, retta da un qualsiasi Consiglio Regionale?
Non solo i capitoli ed i paragrafi hanno gli stessi titoli e contenuto pressoché uguale, ma anche gli errori di battitura e di ortografia sono stati fedelmente trasposti.
Al danno, poi, si aggiunge anche la beffa: questi sprovveduti redattori sono andati a copiare un Piano di alcuni anni addietro, tra l’altro, per la sua inidonea impostazione strutturale di base, già bocciato a suo tempo dall’Unione Europea.

Non ho parole…

07
Dic

Il costo della benzina: su ogni litro 12 tasse

Che siamo uno strano Paese è ormai assodato. Che si debba disicentivare i consumi petroliferi ed incentivare il ricorso ad energie alternative è altrettanto vero.

Ma quanti di voi sanno che in Italia, la benzina è soggetta ad una tassazione che incide circa per il 70% del prezzo, nella quale sono comprese queste tasse di vecchia data:
1 1,90 lire per finanziare la guerra di conquista dell’Abissinia nel 1935;
2 14 lire come «contributo» imposto nel 1956 per compensare la crisi economica derivante dalla chiusura del canale di Suez
3 10 lire per il disastro del Vajont del 1963;
4 10 lire per l’alluvione di Firenze del 1966;
5 10 lire per il terremoto del Belice del 1968;
6 99 lire per il terremoto del Friuli del 1976;
7 75 lire per il terremoto dell’Irpinia del 1980;
8 205 lire per la missione in Libano del 1983;
9 22 lire per la missione in Bosnia del 1996;
10 2,15 centesimi di euro nel 2001 per il ripristino delle 50 lire tolte dal Governo precedente che servivano a calmierare il prezzo del carburante;
11 1,6 centesimi di euro nel 2004 per il contratto degli autoferrotranviari;
12 0,5 centesimi di euro nel 2005 per acquisto autobus ecologici.
Sull’ammontare di queste ‘una tantum’, poi,  c’è anche la «tassa sulla tassa»: sommate alla vera e propria imposta di fabbricazione (definita per decreti ministeriali), viene aggiunta pure l’Iva del 20%.

A tutto questo, poi, aggiungiamo il fatto che quando il prezzo del greggio aumenta, in maniera immediata aumentano i prezzi dei carburanti. La qual cosa appare ingiustificata perchè la benzina che vendono oggi non e’ stata raffinata ieri, ma qualche tempo fa. Chiaramente le varie compagnie traggono vantaggi da questa differenza perchè hanno raffinato il greggio pagato al prezzo (più basso) di molti giorni prima, ma basano il prezzo di vendita alla pompa come se lo avessero comprato ieri.

Ancora: il petrolio si paga in dollari americani, la benzina in euro. E’ assai strano che gli aumenti dell’euro sulla moneta statunitense non abbiano quanto meno mitigato gli aumenti del greggio.

07
Dic

Baget Bozzo: sacerdote, politico o nessuno dei due?

Il personaggio della foto si chiama Gianni Baget Bozzo. Ufficialmente è sacerdote e pare sia stato anche un paio di volte europarlamentare. Nasce democristiano, passa tra i socialisti per poi approdare alla corte di SuperSilvio. Infatti, nel 1994 partecipò alla fondazione di Forza Italia, di cui redasse successivamente la Carta dei valori. Attualmente collabora con alcune testate giornalistiche tra cui Il Giornale e Panorama (sempre di super Silvio), ed è direttore responsabile del periodico on line del dipartimento formazione di Forza Italia, ‘Ragionpolitica’.

Qualche anno fa, intervistato da Enrico Lucci (’Le iene’) disse che il Signore gli ha ordinato di sconfiggere il comunismo. E’ arrivato anche a sostenere: “la persecuzione di Previti mi ha fatto pensare a Cristo in croce…”. Un paio di giorni fa, ospite di Giulianone Ferrara, si è lasciato andare a discorsi deliranti e senza senso, con lo stesso Ferrara che cercava di interromperlo e Cacciari che sghignazzava. Non penso che invogli i giovani ad avvicinarsi nè alla politica nè alla Chiesa.




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