Non mi reputo un razzista, sono favorevolissimo alle società multirazziali e non trovo giusto che si faccia di tutta l’erba un fascio.
Però è anche vero che, a mio modesto parere, ci sono delle etnie che, almeno nel nostro Paese, hanno una maggiore propensione delinquere. Avete mai sentito di un filippino stupratore? O di un polacco rapinatore? Tra le etnie che più spesso salgono tristemente agli onori della cronaca, soprattutto quelle dei paesi balcanici e, in particolare, quella romena.
Lo dicono le statistiche: nel 2006, gli omici commessi da romeni sono il 15%; nel 2007, a Roma, sono 15 su 37 (il 40%). Mentre in Romania, nei primi 6 mesi dello stesso anno, furti e scippi sono diminuiti del 26%. Secondo l’ispettore generale della polizia di Bucarest è successo che sistemi legislativi più permissivi hanno attirato all’estero soggetti criminali.
Questo, ovviamente, non vuol dire criminalizzare un intero popolo ma occorre finirla col buonismo di certa sinistra e coi sistemi nazifascisti di una certa destra; sono necessarie regole serie e rigide di ingresso e di rimpatrio. D’altronde non è un caso se, oggi, quasi la metà degli italiani considera gli immigrati un pericolo per l’ordine pubblico o per la sicurezza personale.





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