Archivia per Ottobre 2007
Scovare mp3 con SkreemR
Domenica scorsa, altra puntata di Report e altro ‘veleno’ per il sottoscritto.
Si è parlato degli onorevoli condannati in via definitiva, in primo e secondo grado, dei rinvii a giudizio, degli indagati e degli incompatibili (quelli che ricoprono più cariche in contemporanea, pur non avendone diritto). Le stesse situazioni sono state confrontate con quelle di altri paesi europei: Francia, Germania, Svezia.
Tra i tanti parlamentari italiani (una ventina) con qualche problemuccio giudiziario: Previti (Forza Italia); Borghezio (Lega) accusato e mai pentitosi di incendio aggravato; Pomicino (Nuovo Psi) accusato di finanziamento illecito (e coinvolto in 40 processi!); Massimo Maria Berruti (Forza Italia), arrestato nel ’94 e condannato per favoreggiamento nel processo sulle tangenti alla Guardia di Finanza; Giorgio La Malfa (Gruppo Misto) tra i condannati di tangentopoli nella vicenda Enimont per aver preso 300 milioni in nero da Montedison; Egidio Sterpa (Forza Italia) condannato a 6 mesi definitivi per finanziamento illecito; Marcello Dell’Utri (Forza Italia) arrestato nel ‘95 per aver inquinato le prove nell’inchiesta sui fondi neri Pubblitalia, condannato per falso in bilancio e frode fiscale, che patteggia 2 anni e 3 mesi. Hanno patteggiato anche Alfredo Vito (Forza Italia) 5 miliardi restituiti per 22 episodi di corruzione a Napoli e Antonio Del Pennino (Forza Italia) 2 condanne con patteggiamento per finanziamento illecito.
In Germania non ci sono condannati per corruzione in generale o all’interno dello svolgimento della loro carica e un parlamentare si ritira anche se quello che ha fatto, pur non essendo illegale è “disdicevole”.
Ma la Giunta per le Elezioni che fa?
E poi le solite raccomandazioni: che un politico segnali nomi ad amico in grado di assumere è una triste consuetudine. Che purtroppo va a scapito di chi l’amico non ce l’ha. Obiettivo Lavoro è una delle più grandi agenzie di lavoro interinale d’Italia: secondo l’accusa, otteneva appalti senza gara pubblica e la regione avrebbe fatto le leggi per tal Saladino, nel 2002, quella che serviva a stabilizzare i 490 interinali di obiettivo lavoro. Antonio Saladino, al vertice della Compagnia delle Opere del Sud, prima faceva il veterinario poi comincia ad occuparsi di lavoro interinale. E, secondo l’accusa, utilizzava una rete di società per ottenere, finanziamenti pubblici garantiti da amici politici e gestire soldi, consulenze e lavoro. Caterina Merante era una delle principali collaboratrici di Saladino ma dopo 5 anni se ne va e lo denuncia. Giovane imprenditrice, nel 2002 aveva rilevato la “Why not”, una società che fa servizi e difesa del territorio ma che, lei dice, Saladino voleva far funzionare a modo suo: “Il sistema era: ci sono delle imprese che operano nel mercato. Per potersi mantenere sul mercato, ovviamente bisogna presentare dei progetti, delle richieste di finanziamento. Le richieste di finanziamento, possono essere molte volte tracciate da un sistema intrecciato di imprenditori, politici, forze dell’ordine, eccetera. Saladino teneva molto a rafforzare i legami istituzionali anche attraverso assunzioni di persone segnalate da carabinieri… prefetti, magistrati… e ha rapporti molto stretti con alti ufficiali della guardia di finanza e con appartenenti ai servizi segreti”. Quindi: io, politico, assumo chi tu mi chiedi e tu in cambio mi dai il finanziamento. Alle società vanno i fondi pubblici, al lavoratore il posto, ai politici voti e clientele.
Chiudo con una considerazione personale: l’anno scorso ho partecipato ad un concorso all’Ipost (istituto postetelegrafonici). Tale ente negli ultimi anni ha assunto lavoratori interinali tramite una nota agenzia di lavoro temporaneo. Avendo lavorato per due società operanti nel settore, so benissimo che spesso i lavoratori sono scelti dallo stesso committente. Ebbene, gran parte di questi ragazzi (alcuni anche con cognomi eccellenti) era presente al concorso e, casualità, una buona parte di loro ha passato le dure preselezioni. Ora capisco.
Le minacce di Mastella
Ormai è ufficiale: altro che Sinistra radicale! Il Governo è tenuto sotto scacco da Clemente da Ceppaloni. Mastella è uno che politicamente (a me, umanamente, starebbe anche simpatico) dovrebbe contare quanto il due di coppe quando la briscola è denari. Invece ha avuto il suo bel ministero (e che ministero!) e ora si permette il lusso di minacciare la crisi un giorno sì e l’altro pure. Si può dire di tutto: non è l’unico esponente della nostra classe politica che meriterebbe un bel calcione nel fondoschiena, è un bersaglio fin troppo facile sul quale sparare e, indubbiamente, sta subendo un vero massacro mediatico. Ma è anche vero che sta facendo di tutto per beccarselo il calcione.
Sorvolando su indulto, voli di Stato a sbafo, raccomandazioni e inciuci vari, qualche problema col periodo ipotetico (vedere la fine di questo post), veniamo a oggi: Mastella ha fatto di tutto per insabbiare l’inchiesta catanzarese. Ma se non avesse avuto niente da nascondere (come sostiene) perchè non lasciare De Magistris al suo posto?
Ho amici di destra e di sinistra ma non ho ancora conosciuto elettori dell’Udeur. A loro chiederei: perché?
Apro una parentesi: in data 24 settembre una ragazza, Veronica, scrive nel blog di Mastella: “quello che voglio comunicarle è un macroscopico errore: “Come se io sia l’emblema del Male.” Oh mio dio! Io dall’alto dei miei 19 anni e dal mio diploma di maturità classica so parlare meglio del Ministro della Giustizia?! Ma sarà sicuramente una svista, vero? Eh come siete distratti voi politici, o forse avete solo bisogno di una rinfrecatina sulle regole grammaticali italiane? Se è questo il problema io do ripetizioni di grammatica..”.
Il nostro risponde in maniera alquanto piccata: “Come se io sia o come se io fossi. In questo caso, per come è costruita la frase, non c’è un errore. Le lezioni di grammatica puoi anche continuare a prenderle. A insegnare, Veronica, c’è sempre tempo“.
Il 4 ottobre qualcuno avvisa Clementone dell’abbaglio che ha preso e lui fa marcia indietro:”vorrei anche scusarmi con i puristi della lingua italiana per aver scritto “Come se io sia l’emblema del Male” al posto di “Come se io fossi”, spiegando che per come era stata costruita la frase, e cioè come in una conversazione diretta, la cosa non mi sembrava così grave. In fondo il blog con i suoi post e i suoi commenti è paragonabile al linguaggio parlato. E certe libertà parlando mi sembra siano consentite. Non sto certo scrivendo un romanzo qui sopra“.
Clemente, mi FACCI il piacere (in questo caso, per come è costruita la frase, non c’è errore)!
La ragazza del lago
Non sono uno di quelli che spara a zero sul sistema operativo della Microsoft a prescindere (Linux continua a non convincermi appieno e Vista, nonostante i suoi difetti, non mi dispiace affatto). Però il fatto che per ogni acquisto di un pc o notebook bisogna versare l’obolo alla casa di Bill Gates mi irrita parecchio.
Da Punto Informatico, apprendo che il giudice di pace di Firenze ha riconosciuto la legittimità della richiesta di rimborso da parte di quegli acquirenti che, all’acquisto del nuovo computer, non sono interessati al sistema operativo preinstallato. Nella fattispecie, HP Italia ha rimborsato 140 euro ad un acquirente che non intendeva utilizzare il sistema operativo Windows pre-installato sul proprio notebook.
Poiché la sentenza è stata emessa da un giudice di pace, non produce giurisprudenza: per poter chiedere lo sconto occorre portare il venditore davanti ad un giudice di pace, e documentare la richiesta.
PressDisplay è un servizio online che da’ accesso all’edizione giornaliera, nel giorno stesso di pubblicazione e nel formato originale, di oltre 400 quotidiani pubblicati in piu’ di 70 paesi e in 38 lingue diverse. L’abbonamento al servizio consente la consultazione online di tutti i titoli compresi nel servizio da un’unica piattaforma, dotata di funzionalita’ di navigazione sofisticate, e senza necessita’ di alcun software aggiuntivo o plug-in. I quotidiani italiani, presenti qui, sono:
Corriere della Sera Il Giornale Il Sole 24 Ore La Gazzetta dello Sport La Stampa
Ho letto l’editoriale di Sartori dal CorSera di oggi e ho notato che esiste la possibilità di una traduzione in inglese e in russo. Ho provato la prima: fa abbastanza pena.
Con la formula di rito “si’ lo voglio” pronunciata a voce alta Pan Xiting, un cinese di 106 anni, ha sposato la sua fidanzata di 81, Chen Adi, durante una cerimonia celebrata nella provincia orientale di Zhejiang. “Ora che siamo una famiglia non ci separeremo piu’ fino alla morte”, ha detto il novello sposo. La prima moglie di Pan è morta oltre 20 anni fa, mentre la neo-sposa Chen è vedova del primo marito da 11 anni. Da quando i due si sono conosciuti 8 anni fa, Chen ha sempre voluto prendersi cura di Pan. Il neosposo centenario ha smentito il colpo di fulmine e ha raccontato che il loro amore è nato poco a poco.
fonte: adnkronos
Damn Small Linux è una distribuzione per utenti desktop che sta in soli 50MB! Dunque:
* Si avvia da un mini CD, da una chiavetta USB o anche all’interno di un altro sitema operativo.
* Si trasforma in una normale distribuzione Debian, una volta installata su comune disco fisso.
* E’ ideale per pc datati o non molto performanti (funziona con appena 128MB di ram)
* E’ facilmente espandibile senza dover ricorrere a rimasterizzazioni
Damn Small Linux contiene: XMMS (MP3, CD musicali, MPEG), client FTP, browser web Dillo, Lynx, FireFox, foglio di calcolo, client email Sylpheed, correttore ortografico (solo Inglese US), word-processor (FLwriter), tre editor (Beaver, Vim, e Nano [clone di Pico]), visualizzatori/editor grafici (Xpaint e xzgv), Xpdf (Visualizzatore PDF), emelFM (file manager), Naim (client di messaggistica istantanea per AIM, ICQ, IRC), VNCviwer, Rdesktop, server e client SSH/SCP, client DHCP, PPP, PPPoE (ADSL), web server, calcolatrice, supporto stampanti generiche e GhostScript, NFS, gestore finestre Fluxbox, giochi, applicazioni per il monitoraggio del sistema, tools a linea di comando, supporto USB support, supporto pcmcia, supporto sperimentale wireless.
L’ultima versione è la 3.4.5. (la versione in italiano è ferma alla 2.1b).
Il Governo ad agosto ha varato un disegno di legge sull’editoria. Nel silenzio generale, esso è stato approvato dal Consiglio dei Ministri n. 69 del 12 ottobre 2007. La norma prevede l’iscrizione al Registro degli Operatori della Comunicazione a tutti coloro che operano nel campo dell’informazione, sia editoriale e non, sia profit e non, sia professionale e non.
Si cerca di ostacolare la libera manifestazione del pensiero sul web. La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro.
Dice Beppe Grillo sul suo blog: “La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile. Il 99% chiuderebbe. Il fortunato 1% della Rete rimasto in vita, per la legge Levi-Prodi, risponderebbe in caso di reato di omesso controllo su contenuti diffamatori ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale. In pratica galera quasi sicura.”
Per quello che potrà servire, facciamoci sentire scrivendo una mail a Riccardo Levi, (levi_r@camera.it) autore della legge, nonchè sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’editoria.






Commenti Recenti