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luogo di amenità varie

Un bavaglio all’informazione sul web

Il Governo ad agosto ha varato un disegno di legge sull’editoria. Nel silenzio generale, esso è stato approvato dal Consiglio dei Ministri n. 69 del 12 ottobre 2007. La norma prevede l’iscrizione al Registro degli Operatori della Comunicazione a tutti coloro che operano nel campo dell’informazione, sia editoriale e non, sia profit e non, sia professionale e non.

Si cerca di ostacolare la libera manifestazione del pensiero sul web. La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro.

Dice Beppe Grillo sul suo blog: “La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile. Il 99% chiuderebbe. Il fortunato 1% della Rete rimasto in vita, per la legge Levi-Prodi, risponderebbe in caso di reato di omesso controllo su contenuti diffamatori ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale. In pratica galera quasi sicura.”

Per quello che potrà servire, facciamoci sentire scrivendo una mail a Riccardo Levi, (levi_r@camera.it) autore della legge, nonchè sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’editoria.

21 Ottobre, 2007 - Pubblicato da Giulio | politica, riflessioni, sul web | | Nessun Commento

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