16
Ott
07

Report sui ‘derivati’

La puntata di Report di domenica scorsa è stata davvero interessante: gli Enti pubblici hanno sempre bisogno di soldi e li trovano facendo mutui e obbligazioni. Poi si fanno sistemare i debiti dalle banche che si inventano operazioni di finanza strutturata. E così si spostano i debiti in là nel tempo e il ‘pacco’ se lo ritroveranno le giunte future… Regioni, Province e Comuni di solito non capiscono i rischi che corrono e non si accorgono dei costi impliciti nelle operazioni “swap”. I derivati, o swap, si chiamano così perché derivano il loro valore da variabili esterne. Lo swap è uno scambio. Per esempio, tu hai un debito, paghi un tasso variabile del 5%, e hai paura che i tassi aumentino; la banca lo ti propone uno scambio: “ll tuo 5% variabile lo pago io al posto tuo, tu paghi un 4.5 fisso per tutta la durata del contratto. In questo modo se i tassi scendono sotto il 4.5 tu non ci guadagnerai, ma se aumentano la differenza ce la metto io. Tu non ci guadagnerai ma nemmeno ci rimetti”. L’assicurazione serve a proteggerti. Le banche affidabili fanno firmare contratti che non fanno prendere rischi ai loro clienti. Altre, invece, e sono tante visto che le perdite superano i 3 miliardi e mezzo di euro, fanno firmare contratti comprensibili soltanto a chi ha fatto un master a Berkeley e possiedono un software da mezzo milione di euro. Gli swap sono strumenti complessi e rischiosi tanto che addirittura l’ex ministro delle finanze, Siniscalco, ha detto: “ Io stesso ho difficoltà a leggerli e a capirli”. Chi ne sa di più fa enormi profitti, e chi ne sa di meno ci rimette tutto. E’ naturale che uno che si occupa di abbigliamento avrà qualche difficoltà a capire un contratto così complicato, e ancora di più a sapere cosa gli succederà dopo averlo firmato.

Sono almeno 30 mila le imprese private coinvolte, e 900 gli enti pubblici che ci stanno perdendo centinaia di milioni. Siccome però nel caso degli enti pubblici passano per perdite potenziali, non vengono scritte da nessuna parte, e rimangono debiti fantasma. Per esempio all’Acquedotto Pugliese, di proprietà regionale, le banche hanno fatto assumere un rischio così elevato che i cittadini pugliesi rischiano un giorno di restare senza i soldi per riparare le tubature.

Qui potrete vedere il video completo della trasmissione.

fonte: Report


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