Ieri sera sono stato al concerto gratuito di Luca Barbarossa nella piazza Vittorio Emanuele di Monopoli (Ba).
Luca ha ormai una carriera quasi trentennale alle spalle: è cantautore sincero e, secondo me, mai banale, anche quando la banalità è dietro l’angolo: penso alla canzone dedicata alla mamma (’Portami a ballare’) o a quella sullo stupro (’L'amore rubato’, titolo bellissimo). Qualche canzone ha mostrato il segno del tempo: penso a ‘Yuppies’, anche se il discorso di fondo, un’Italia di furbetti, di privilegiati, di persone parassite o che fa i soldi in maniera fin troppo facile, è ancora attuale.
Sono rimasto un pò deluso per aver visto non tanta gente e poca partecipazione.
Purtroppo, spesso, siamo un pò prevenuti e spocchiosetti nei confronti degli artisti nostrani: magari preferiamo cantare o scimmiottare motivetti stupidi o di cui manco conosciamo la traduzione. Avete mai provato a tradurre i testi di Mika, dei Black Eyed Peace, di Justin Timberlake (tanto per citarne alcuni a caso)? Se penso che persino i mitici Beatles hanno scritto ‘Obladì, obladà’…
Eppure Barbarossa non è inferiore ad un Tiziano Ferro, ad un Antonacci, ad un Ramazzotti, che pure sono molto più acclamati. Ma è un opinione personale, ovviamente.
Certo, mi ha dato fastidio vedere gente che a fine concerto stava al di là delle transenne e i soliti ‘amici degli amici’ che accedevano nell’area riservata per foto, autografi e quant’altro.
Fiscale (gioco di parole che tra un pò capirete) come sono, poi, mi è dispiaciuto vedere lo staff del cantautore che provvedeva a vendere dei dvd di un suo concerto ad un prezzo inferiore, è vero, a quello di mercato, ma pur sempre senza scontrino o ricevuta.
Ma questo è un altro discorso…





Commenti Recenti